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Motori 2 min di lettura4 ore fa

Carburanti, oltre 10mila distributori sotto il tetto: la svolta

Il calmiere coinvolge più della metà degli impianti italiani e porta i prezzi medi della benzina e del diesel verso il basso.

«Un risultato significativo che conferma la validità di un modello di responsabilità sociale che può rappresentare un esempio anche in Europa». Adolfo Urso ha commentato così l’adesione raggiunta dal calmiere sui carburanti, indicando nell’iniziativa un possibile riferimento oltre i confini italiani.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato anche la rapidità della risposta degli operatori: «Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale».


La soglia è stata superata

Le rilevazioni più recenti mostrano che il provvedimento interessa ormai più di 10.000 punti vendita. Il dato, aggiornato a sabato 3 ottobre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’Osservatorio prezzi carburanti, corrisponde a oltre il 50% della rete italiana.

Sulla benzina, 10.413 impianti su 20.141 applicano un listino inferiore a 2 euro al litro: la quota raggiunge il 51,7%. Per il gasolio, invece, sono 10.519 le stazioni sotto il limite di 2,20 euro, su 20.147 strutture controllate, pari al 52,2%.


Effetto anche sui prezzi medi

L’estensione dell’accordo ha avuto conseguenze sui valori medi praticati lungo la rete stradale. La benzina è scesa a 2,052 euro al litro, mentre il diesel si è attestato a 2,247 euro.

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Il meccanismo era stato avviato da Eni dopo l’invito delle istituzioni e ha poi raccolto il sostegno di altri grandi operatori. Tra le società aderenti figurano IP-Esso, Q8, Tamoil e Costantin, il cui coinvolgimento ha ampliato la presenza del tetto di prezzo.


Un modello osservato in Europa

Per Urso, il risultato non misura soltanto l’ampiezza dell’adesione commerciale. Secondo il ministro, la partecipazione degli operatori dimostra che una forma di responsabilità sociale può incidere concretamente sui listini e diventare un’esperienza replicabile.

L’obiettivo raggiunto arriva in tempi brevi e riguarda una parte maggioritaria degli impianti monitorati. Proprio questa combinazione tra rapidità e diffusione ha spinto il ministro a indicare il calmiere italiano come un possibile esempio per gli altri Paesi europei.

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