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Motori 2 min di lettura15 ott

Carburanti, il Cosentino resta a secco: domani il giorno più delicato

Agricoltori e operatori annunciano mobilitazioni contro i rincari, mentre le difficoltà nei rifornimenti svuotano le stazioni di servizio

La protesta contro il caro carburante si prepara a coinvolgere diverse aree del Cosentino. Agricoltori e operatori del comparto hanno annunciato iniziative per domani a Rende, Montalto Uffugo, lungo la fascia ionica e sul Tirreno cosentino, denunciando costi produttivi sempre più pesanti e una crisi di mercato che sta colpendo l’intera filiera.

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La mobilitazione alza la tensione

Le manifestazioni puntano a riportare l’attenzione del Governo su problemi considerati ormai strutturali: dal prezzo del gasolio, ritenuto non più sostenibile, alle difficoltà economiche che interessano gli operatori da mesi. La partecipazione attesa viene descritta come consistente e potrebbe aggiungere ulteriore pressione a una situazione già fragile.

A preoccupare il settore contribuisce anche il possibile blocco dell’autotrasporto previsto in Calabria a partire da domani. Sullo sfondo resta inoltre la protesta dell’Ilva davanti alla raffineria di Taranto, indicata tra i fattori che stanno rendendo più complicato il normale approvvigionamento.


Pompe vuote e code interminabili

Nel frattempo, a Cosenza la disponibilità di carburante si è ridotta drasticamente. La maggior parte degli impianti non dispone più di benzina o diesel, mentre i pochi distributori ancora riforniti vengono raggiunti da un numero elevatissimo di automobilisti.

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Le attese si sono così trasformate in lunghe file, con ripercussioni sulla viabilità urbana. Il fenomeno non sembra limitato al capoluogo: segnali analoghi vengono segnalati anche in altre province, dove gli automobilisti cercano di fare rifornimento prima di eventuali nuove interruzioni.


Consegne in difficoltà

Alla base dell’emergenza ci sono i problemi logistici che stanno rallentando la distribuzione. Le consegne procedono con difficoltà e le conseguenze si riflettono sull’intera rete, proprio mentre sul territorio crescono le iniziative di protesta.

La combinazione tra rifornimenti incerti, timori per lo sciopero degli autotrasportatori e mobilitazioni legate ai rincari ha aggravato una situazione già tesa. Per la mobilità calabrese, l’incognita principale riguarda ora la capacità della rete di garantire nuove forniture nelle prossime ore.

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