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Motori 2 min di lettura5 ore fa

Carburanti, 7 famiglie su 10 preparano nuovi tagli: le rinunce

L’indagine Eumetra fotografa l’impatto dei rifornimenti sulle abitudini: quasi metà degli italiani usa meno l’auto e cresce la pressione su consumi e tempo libero.

Il rincaro dei rifornimenti sta spingendo gli italiani a rivedere concretamente il proprio stile di vita. Il 71% delle famiglie prevede infatti di ridurre almeno una voce di spesa, mentre il 43% ha già diminuito l’utilizzo dell’auto o limitato gli spostamenti.


Il pieno pesa più di luce e cibo

La rilevazione Eumetra mostra che il 79% degli intervistati ha percepito, rispetto a circa sei mesi fa, un aumento della spesa destinata a benzina e gasolio. Il dato supera quello relativo alle utenze domestiche: il 74% segnala bollette di luce e gas più care, mentre il 68% rileva rincari per gli alimentari.

La mobilità è tornata così al centro delle preoccupazioni familiari, anche alla luce delle iniziative annunciate dagli operatori per introdurre gradualmente un limite ai prezzi di benzina e gasolio. L’arrivo dei mesi più freddi potrebbe accentuare la pressione sui bilanci, sommando ai costi degli spostamenti quelli dell’energia.


Le rinunce partono dal tempo libero

Tra le persone che hanno già modificato i propri comportamenti, il 32% dichiara di avere cancellato o ridimensionato viaggi e vacanze. Il 33% ha contenuto l’uso di riscaldamento o climatizzazione, il 28% ha tagliato la spesa per il cibo e il 24% ha utilizzato meno gli elettrodomestici.

Guardando alle decisioni future, il 62% di chi intende spendere meno indica come prima voce le uscite e le attività ricreative. Seguono i consumi energetici, citati dal 54%, gli spostamenti non indispensabili e il trasporto, entrambi al 53%, quindi abbigliamento e accessori al 53% e viaggi e vacanze al 52%.


Energia e salute restano sotto esame

Una quota più contenuta prevede interventi sull’alimentazione, indicata dal 27%, mentre il 19% pensa di ridurre le spese per salute, visite, controlli e cure dentistiche. Il restante 29% delle famiglie, invece, non prevede cambiamenti rilevanti nelle proprie abitudini di consumo.

Rispetto a marzo diminuisce dal 64% al 54% la percentuale di chi considera l’energia una delle aree da comprimere. Il calo può dipendere dal fatto che molti nuclei familiari abbiano già adottato le principali misure per contenere i consumi domestici dopo mesi di attenzione alle spese.

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