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Motori 2 min di lettura4 ore fa

Benzina sotto quota 2,1 in autostrada: i prezzi aggiornati

Le medie nazionali continuano a scendere, ma i consumatori chiedono al Governo interventi su bollette e accise.

Il calo dei carburanti prosegue anche sulla rete autostradale: venerdì 2 ottobre la benzina in modalità self service è scesa a una media di 2,085 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,293 euro. Sulla rete stradale ordinaria i valori medi risultano rispettivamente pari a 2,064 e 2,261 euro al litro.


Autostrade, raggiunte due soglie

I dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, confermano una nuova riduzione dei listini medi. Il prezzo della benzina resta quindi sotto 2,1 euro al litro in autostrada, mentre il diesel scende al di sotto della soglia di 2,3 euro.

La rilevazione riguarda il rifornimento autonomo, cioè la modalità self service, e fotografa i valori medi sull’intera rete. Le cifre possono dunque variare tra impianti e aree geografiche, ma indicano una tendenza al ribasso sia sulle strade ordinarie sia lungo le autostrade.


Consumatori: il Governo intervenga

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha accolto positivamente la diminuzione, attribuendola anche alla scelta di alcune compagnie petrolifere di contenere i prezzi. «Un’ottima notizia, che non deve però essere una scusa per il Governo per non fare nulla», ha affermato.

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Secondo Dona, l’esecutivo avrebbe dovuto aumentare il prelievo fiscale sulle società energetiche e petrolifere per finanziare una riduzione delle bollette destinate a famiglie e imprese. Il presidente dell’associazione sostiene inoltre che l’inflazione e il rincaro di carburanti ed energia abbiano accresciuto le entrate Iva dello Stato, risorse che, a suo giudizio, dovrebbero tornare ai cittadini.


Nel mirino anche il gas

La preoccupazione dei consumatori non riguarda soltanto benzina e gasolio. Dona ha anticipato un possibile ulteriore aggravio per le famiglie vulnerabili, legato all’aumento del prezzo del gas atteso nel pomeriggio.

Per evitare effetti pesanti con l’avvio della stagione dei riscaldamenti, l’Unione Nazionale Consumatori chiede al Governo di portare l’Iva sul gas al 5%. L’obiettivo indicato è attenuare l’impatto dell’incremento sulle utenze domestiche prima dell’accensione dei caloriferi.

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