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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Bagnaia, il crollo a Motegi: dal dominio al 16° posto

Dodici mesi dopo il doppio successo in Giappone, il pilota Ducati è in difficoltà: il problema principale resta la scarsa aderenza al posteriore.

Il 16° tempo nelle Prove del Gran Premio del Giappone fotografa una situazione opposta rispetto a quella vissuta da Francesco Bagnaia dodici mesi fa. A Motegi il pilota Ducati aveva conquistato sia la gara sprint sia il Gran Premio, mentre stavolta è rimasto lontano dai migliori e alle prese con difficoltà che si ripetono da diverse gare.


L’aderenza resta il problema chiave

Bagnaia ha indicato nella mancanza di aderenza al retrotreno il principale ostacolo incontrato durante la giornata. La moto, secondo il campione di Chivasso, non offre abbastanza sostegno già in frenata e diventa quindi complicato rallentare con efficacia.

“È stata una giornata standard, simile a tutte quelle di quest’anno: fatico con l’aderenza al posteriore, ho zero grip e così diventa difficile”, ha spiegato il numero 63 ai giornalisti presenti in Giappone. Il nuovo asfalto non avrebbe modificato il quadro: il pilota ha continuato a non trovare la presa necessaria e prevede condizioni ancora più impegnative rispetto all’Austria, dove la scarsa aderenza aveva riguardato tutti.


Il confronto con il 2025 pesa

Il rendimento attuale appare ancora più difficile da interpretare se confrontato con il fine settimana disputato un anno fa. In quell’occasione Bagnaia aveva dominato entrambe le gare con una prestazione netta, arrivata però in una stagione caratterizzata da numerosi risultati deludenti prima e dopo la trasferta nipponica.

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Anche questa volta Motegi sembra inserirsi nella fase negativa attraversata dal tre volte campione del mondo. Le prove di oggi lo hanno costretto a cercare soluzioni diverse, senza trovare finora un assetto capace di risolvere il problema.


Qualifica decisiva per reagire

Il pilota Ducati ha provato varie configurazioni, ma nessuna ha prodotto il risultato sperato. Per questo il lavoro notturno sarà orientato verso una strada differente, con l’obiettivo di recuperare competitività già dalla qualifica.

Bagnaia ha respinto l’idea che il tracciato non sia adatto al suo stile di guida, sostenendo che tutte le piste possono esserlo. Il limite, a suo giudizio, è la velocità attuale della moto: “Cosa cambia dall’anno scorso, quando ho dominato qui? Ogni cosa, purtroppo cambia tutto”.

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