Autostrade, nessuna stretta in arrivo: il caso dei 100 km/h divide l’Europa
L’ipotesi avanzata da Günther Fehlinger-Jahn distingue tra auto a combustione ed elettriche, ma non ha ancora prodotto alcun provvedimento europeo.
Per gli automobilisti italiani non cambia nulla, almeno per ora: sulle autostrade non è previsto alcun nuovo tetto uniforme a 100 km/h per le vetture con motore termico. L’idea circolata nelle ultime settimane resta infatti un’ipotesi senza effetti immediati sulle regole del Codice della Strada.
I benefici ambientali restano incerti
A contestare l’efficacia della misura sono soprattutto le associazioni automobilistiche. L’austriaca ÖAMTC ritiene poco credibile la stima secondo cui abbassare la velocità massima da 130 a 100 km/h potrebbe ridurre del 25% i consumi complessivi di carburante di un Paese.
Secondo le valutazioni dell’organizzazione, il risparmio effettivo sarebbe molto più contenuto e inciderebbe soltanto per pochi punti percentuali sul totale dei carburanti commercializzati. Restano inoltre da verificare le conseguenze pratiche sulla sicurezza e sulla gestione del traffico, qualora il sistema venisse applicato su scala continentale.
Un’idea nata in Austria
La proposta è stata rilanciata dall’economista e attivista austriaco Günther Fehlinger-Jahn. Il suo schema prevede 100 km/h per le automobili alimentate da combustibili fossili e la conferma dei 130 km/h per i veicoli completamente elettrici.
L’obiettivo dichiarato sarebbe triplice: contenere l’uso di carburanti fossili, diminuire l’inquinamento atmosferico e contribuire alla sicurezza stradale. La distinzione tra alimentazioni diverse non nasce però dal nulla: in Austria esiste già una disciplina che segue un’impostazione simile.
Il precedente già attivo in Austria
In alcuni tratti autostradali austriaci trova applicazione la normativa sulla tutela della qualità dell’aria, conosciuta con la sigla IG-L. In determinate zone, le automobili termiche devono rispettare il limite di 100 km/h.
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Le vetture elettriche pure sono invece escluse da quella restrizione e possono procedere fino a 130 km/h. La motivazione è legata all’assenza di emissioni dirette allo scarico, elemento centrale del modello che Fehlinger-Jahn vorrebbe estendere anche ad altre strade europee.
Ogni Stato decide per sé
La risonanza ottenuta dall’ipotesi sui social e sui mezzi d’informazione non deve essere confusa con l’avvio di un iter legislativo. Le istituzioni dell’Unione Europea non stanno esaminando una norma che imponga lo stesso limite a tutti i Paesi membri.
La disciplina della circolazione e la fissazione delle velocità massime spettano infatti ai singoli Stati. Per questo il quadro attuale è disomogeneo: molti Paesi fissano il limite autostradale tra 110 e 130 km/h, mentre in Germania esistono ampie sezioni delle autostrade senza un limite generale obbligatorio.
Anche i Paesi Bassi adottano una soluzione particolare: durante il giorno, dalle 6.00 alle 19.00, il limite scende a 100 km/h. In questo scenario frammentato, l’eventuale introduzione di una regola comune richiederebbe decisioni nazionali e un confronto sulle ricadute economiche, ambientali e viarie.
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