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Carburanti, il nuovo sconto dipende dal petrolio: cosa cambia

Tra prezzi ancora elevati, tetti volontari dei grandi operatori e il debutto delle accise mobili, il governo prepara il prossimo intervento sul gasolio.

Per giovedì 8, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso hanno convocato le società di raffinazione attive in Italia. L’incontro servirà a verificare l’andamento del mercato e a capire se esistano spazi per aumentare la produzione e contenere i listini.

Il quadro resta però disomogeneo. Il 3 ottobre, secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, soltanto il 51,7% dei distributori vendeva la benzina a meno di 2 euro al litro, mentre il gasolio sotto quota 2,20 euro era disponibile nel 52,2% degli impianti.


Gli sconti non raggiungono tutti

Circa 10.400 stazioni, sulle 20.140 presenti complessivamente in Italia, hanno applicato il tetto di prezzo annunciato dai principali gruppi. L’iniziativa ha contribuito ad abbassare le medie alla pompa, ma non ha avuto una diffusione uniforme.

Il 27 settembre, infatti, la benzina in modalità autonoma sulle strade ordinarie costava mediamente 2,159 euro al litro e il gasolio 2,377 euro. Il 5 ottobre i valori erano scesi rispettivamente a 2,048 e 2,242 euro. I distributori indipendenti, privi dei volumi necessari per sostenere riduzioni analoghe, hanno contestato ai quattro grandi operatori una forma di concorrenza ritenuta sleale.


Il tetto dei grandi operatori

Eni aveva fissato il 25 settembre un limite di 2,19 euro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina, con validità dal 28 settembre per trenta giorni. Il 27 settembre era arrivata un’analoga misura da parte di Socar, il gruppo azero che controlla Ip.

Q8 si era aggiunta due giorni più tardi, mentre Tamoil aveva completato il gruppo degli operatori coinvolti. La discesa delle quotazioni medie è stata quindi accompagnata da interventi commerciali decisi autonomamente dalle principali compagnie.

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Arrivano le accise mobili

A mezzanotte termina intanto la riduzione fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, finanziata con risorse ottenute dalla riduzione dei fondi destinati ai ministeri. Da martedì 6 agosto il governo punta a sostituirla con le accise mobili, come anticipato da Giorgia Meloni e dal ministro delle Imprese Adolfo Urso.

Il decreto congiunto dei ministeri dell’Economia e della Sicurezza energetica dovrà stabilire quali carburanti saranno agevolati, l’entità dello sconto e la sua durata. Il provvedimento è atteso entro la mezzanotte.


Un meccanismo legato all’Iva

Il nuovo sistema utilizza l’aumento dell’Iva generato dal rincaro del greggio nel mese precedente per finanziare la successiva riduzione delle accise. In questo modo l’intervento non grava direttamente sui conti pubblici e non produce un incremento del disavanzo.

Il vantaggio per gli automobilisti, tuttavia, dovrebbe essere più contenuto rispetto ai tagli sostenuti dal bilancio statale. L’esecutivo aveva inoltre indicato l’intenzione di superare gli sconti uguali per tutti, considerati più favorevoli a chi consuma maggiormente, per concentrare gli aiuti su famiglie con redditi più bassi e autotrasportatori. Su questa soluzione selettiva non è ancora maturata un’intesa politica.

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