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Motori 3 min di lettura36 min fa

Autostrade, 204 tutor controllano 1.987 chilometri

La Polizia Stradale ha aggiornato al 3 agosto la rete dei dispositivi attivi, comprese 26 tratte con Tutor 3.0

Sono 204 i tutor attivi sulle autostrade italiane, distribuiti lungo 1.987 chilometri di rete. Il dato, aggiornato al 3 agosto 2026 dalla Polizia Stradale, riguarda i dispositivi operativi nel mese di novembre.

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Le nuove tratte controllate

Tra i sistemi in funzione figurano anche quelli installati su 26 nuovi tratti autostradali. Il controllo della velocità media è affidato al Tutor 3.0, entrato progressivamente in servizio dal 7 marzo 2025 dopo le operazioni di taratura e verifica previste.

Il dispositivo è stato autorizzato dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 305 del 20 giugno 2024. La Polizia Stradale aggiorna periodicamente sia il numero degli apparecchi sia la loro collocazione lungo la rete.


Come lavorano i dispositivi

A differenza degli autovelox, che misurano la velocità in un punto preciso, i tutor calcolano la media tenuta da un veicolo tra due postazioni. In questo modo la Polizia Stradale può individuare chi percorre il tratto oltre il limite e procedere con l’accertamento della violazione.

Il sistema nasce dalla tecnologia SICVE, sviluppata da Autostrade per l’Italia ma utilizzata e programmata dalla Polizia Stradale. Quest’ultima stabilisce quando attivare i dispositivi, definisce i parametri operativi e gestisce l’emissione dei verbali. La precedente controversia sui brevetti ha rallentato il funzionamento della rete, poi riattivata gradualmente su oltre 1.900 chilometri.


SICVE-PM e Tutor 3.0

Dal 2018 è disponibile SICVE-PM, versione più recente destinata a sostituire progressivamente il sistema precedente. La tecnologia consente di acquisire immagini più dettagliate dei veicoli e di trasferire i dati con maggiore rapidità.

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Tutor 3.0 rappresenta l’evoluzione successiva. La sua attivazione sulle nuove tratte è avvenuta in modo graduale a partire dal 2025, una volta completati i controlli tecnici richiesti.


I limiti da rispettare

Sulle autostrade il limite ordinario è fissato a 130 km/h. Sulle carreggiate con almeno tre corsie per senso di marcia può arrivare a 150 km/h, ma soltanto quando il gestore lo stabilisce e la segnaletica lo indica. In caso di precipitazioni, il tetto scende a 110 km/h; per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni è invece previsto il limite di 100 km/h.

Chi supera la soglia di non oltre 10 km/h rischia una sanzione compresa tra 42 e 173 euro. Per uno scarto tra 11 e 40 km/h la multa va da 173 a 694 euro e comporta la perdita di tre punti; se la stessa infrazione viene commessa almeno due volte in un anno dentro un centro abitato, l’importo sale da 220 a 880 euro, con sospensione della patente da 15 a 30 giorni.


Le sanzioni più pesanti

Un eccesso compreso tra 41 e 60 km/h comporta una multa da 543 a 2.170 euro, la sospensione della patente da uno a tre mesi e la decurtazione di 10 punti. Oltre 60 km/h sopra il limite, la sanzione varia da 845 a 3.382 euro, mentre la sospensione può durare da sei a dodici mesi, sempre con la perdita di 10 punti.

Per i neopatentati la decurtazione dei punti è raddoppiata. La rete dei tutor resta quindi soggetta alle attivazioni stabilite dalla Polizia Stradale, anche quando le apparecchiature risultano installate lungo il percorso.

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