Vins Duecinquanta, targa in Giappone ma non in Italia
La sportiva di Maranello pesa 122 kg, sviluppa 75 CV e costa circa 56.000 euro
La Vins Duecinquanta è stata immatricolata in Giappone, ma non può essere registrata normalmente in Italia. La motocicletta costruita a Maranello resta così utilizzabile su strada in Asia, mentre nel Paese d'origine è soprattutto destinata alla pista.
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La targa ottenuta in Giappone
L'esemplare è stato importato e omologato dall'azienda Motorist. Stando alle informazioni dell'importatore, la pratica si è conclusa in circa due settimane dall'arrivo della moto, consentendone l'impiego sulle strade pubbliche giapponesi.
Il prezzo, vicino ai 56.000 euro, limita il pubblico a pochi appassionati. Il dato più significativo, però, riguarda la possibilità di circolare legalmente: una moto italiana è riuscita a ottenere la targa in Giappone, mentre in Italia non dispone dell'approvazione necessaria per l'immatricolazione ordinaria.
Motore e soluzioni tecniche
La Duecinquanta è nata nel 2017 dall'iniziativa di un gruppo di ingegneri con esperienza in Ferrari. Il propulsore è un bicilindrico a V a due tempi da 249,5 cm³, capace di erogare 75 CV nella configurazione stradale.
Il progetto comprende un telaio monoscocca in fibra di carbonio, una sospensione anteriore con schema Hossack e un cambio estraibile a sei rapporti. Il peso dichiarato per la versione stradale è di 122 kg in ordine di marcia, un valore che produce un rapporto tra massa e potenza particolarmente contenuto.
Il nodo delle norme europee
Il motore è stato sviluppato per raggiungere livelli di emissioni compatibili con Euro 5. Nell'Unione europea, tuttavia, il rispetto dei limiti allo scarico non coincide automaticamente con l'omologazione completa della motocicletta.
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Le disposizioni più recenti richiedono anche controlli sulla diagnostica di bordo e sulla capacità del mezzo di conservare nel tempo le prestazioni ambientali dichiarate. Per un costruttore di piccole dimensioni, verifiche e adeguamenti possono arrivare a costare circa 500.000 euro.
Le alternative per i piccoli costruttori
Le norme consentono percorsi diversi, tra cui l'omologazione nazionale in piccola serie. Questa procedura permette di approvare fino a 75 esemplari dello stesso modello ogni anno in ciascuno Stato membro, ma non assicura l'accesso automatico a tutti i mercati europei.
Esistono anche le approvazioni individuali previste dai singoli Paesi. Sono comunque necessarie ulteriori verifiche e pratiche amministrative, difficili da sostenere per aziende che producono soltanto poche decine di moto.
La Duecinquanta dimostra quindi che una moderna due tempi può essere leggera e progettata per rispettare i limiti ambientali. Il percorso per trasformare queste caratteristiche in un'omologazione italiana resta però molto più oneroso rispetto alle dimensioni della produzione.
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