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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Auto da 20mila euro, ma i dazi frenano la svolta: l’allarme Geely

Marco Santucci chiede una linea industriale stabile per attirare capitali e rendere più accessibili le tecnologie della nuova mobilità

Per molte famiglie la transizione verso un’auto più pulita si scontra con una questione concreta: il prezzo. Il ceto medio cerca vetture intorno ai 20mila euro, sicure, tecnologiche e poco costose da mantenere, ma secondo Marco Santucci il peso dei dazi può rendere più difficile raggiungere questo obiettivo.

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Il prezzo resta il nodo decisivo

«Il ceto medio chiede auto intorno ai 20.000 euro che siano sicure, abbiano bassi costi di gestione, siano tecnologiche e non rinuncino al design e al comfort», ha detto Santucci intervenendo alla Camera dei Deputati durante il convegno “Verso una mobilità più sostenibile. Scenari e prospettive per cittadini e industria”. A suo giudizio, sul mercato esistono già prodotti in grado di rispondere a queste esigenze.

L’accessibilità, però, potrebbe migliorare eliminando alcuni fattori che fanno aumentare il listino. Tra questi il dirigente ha indicato il carico del 30% applicato alle vetture interessate dalle misure commerciali europee. Il riferimento è soprattutto ai veicoli elettrici costruiti in Cina, soggetti nell’Unione europea a dazi compensativi aggiuntivi.


L’Italia deve scegliere una direzione

Santucci, amministratore delegato di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, ha sostenuto che il cambiamento dell’industria automobilistica richiede una pianificazione nazionale duratura. Il valore delle automobili si sta spostando sempre più verso elettrificazione, programmi informatici, intelligenza artificiale, connettività e sistemi di sicurezza.

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«Una strategia Paese stabile darebbe anche a chi rappresenta le case automobilistiche in Italia una leva importante: se l’Italia dimostra di avere una traiettoria credibile, possiamo andare dalle nostre case madri e dire: investite in Italia, perché l’Italia ha deciso dove vuole arrivare», ha affermato durante l’incontro.


Investimenti e tecnologie da sviluppare

L’obiettivo, ha precisato Santucci, non sarebbe indirizzare le decisioni dei consumatori, bensì offrire alle imprese un quadro prevedibile. Una linea condivisa potrebbe aiutare il settore a programmare gli investimenti e a presentare l’Italia come una destinazione industriale più affidabile.

Tra gli ambiti nei quali costruire competenze e vantaggi competitivi ha citato l’energia, la componentistica, i programmi digitali e la formazione. La trasformazione dell’automotive, nella sua analisi, dovrà quindi tenere insieme due esigenze: creare condizioni favorevoli alla produzione e mantenere l’automobile alla portata delle famiglie.

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