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Motori 3 min di lettura3 ore fa

Austin può consegnare la storia a Kimi: il calcolo del titolo

Antonelli parte davanti a tutti e può diventare il più giovane iridato della Formula 1, mentre il finale di stagione resta condizionato anche dagli eventi internazionali.

La livrea da cowboy della Cadillac non è bastata a trasformare il fine settimana di Austin in una festa per la squadra americana. Alla sua prima stagione, la scuderia di Pérez e Bottas è ancora senza punti e ha già collezionato sedici ritiri, con distacchi che in alcuni casi hanno sfiorato i tre secondi al giro. Il confine tra una celebrazione casalinga e una scena poco edificante, in Texas, appare sempre più sottile.

A rendere ancora più acceso il Gran Premio è il ritorno ai vertici di Max Verstappen. Il pilota della Red Bull, già quattro volte vincitore ad Austin, ha ritrovato slancio dopo una partenza di campionato poco brillante: i successi in Malesia e a Singapore lo hanno riportato tra gli uomini da tenere d’occhio. Dal suo box è arrivato anche il giudizio secondo cui, con una Ferrari, avrebbe potuto imporsi con un margine maggiore; la scuderia italiana ha scelto di non replicare.

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Il mondiale passa da un calcolo

Sul circuito texano, però, l’attenzione è tutta per Kimi Antonelli. La prima posizione conquistata in qualifica gli offre una possibilità immediata: per chiudere i conti già domenica, dovrebbe vincere, mentre George Russell non dovrebbe andare oltre il nono posto e Lewis Hamilton non potrebbe fare meglio del quinto.

Lo scenario resta complicato, anche perché Verstappen scatterà dalla seconda casella e Isack Hadjar dalla terza. Le Ferrari occuperanno la quarta e la quinta posizione, mentre Russell partirà sesto dopo la penalizzazione inflitta a Lando Norris, inizialmente davanti a lui. In una griglia così ravvicinata, il risultato decisivo può dipendere da molti incastri.


Antonelli resta concentrato

Antonelli, dal canto suo, prova a tenere lontano il peso della storia. Alla domanda sulla possibilità di diventare campione del mondo, ha risposto: «È una follia, quindi meglio non pensarci». Una replica asciutta, coerente con l’atteggiamento mostrato finora da un pilota che non ha dato segnali evidenti di cedimento sotto pressione.

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La Mercedes gli ha affidato una vettura che in questa stagione è stata la più rapida del gruppo, e il ventenne ha trasformato quell’opportunità in una lunga serie di risultati. George Russell aveva aperto l’annata con una vittoria, ma Antonelli ha poi infilato cinque successi consecutivi, costringendo il compagno più esperto a inseguirlo. Hamilton, sette volte iridato, ha riconosciuto che il giovane italiano merita la posizione raggiunta.


Il finale resta incerto

Anche qualora il titolo non arrivasse ad Austin, il vantaggio psicologico e sportivo di Antonelli aumenterebbe. Il pilota della Mercedes uscirebbe dal Texas in una condizione che gli avversari non potrebbero più trascurare, con due appuntamenti ancora in calendario: Qatar e Abu Dhabi.

Su quelle gare pesa tuttavia una variabile esterna alla pista. La situazione di tensione con l’Iran alimenta dubbi sull’effettivo svolgimento degli ultimi Gran Premi e circola l’ipotesi di una sostituzione a Imola. Un campionato accorciato potrebbe persino assegnare il titolo ad Antonelli senza un’altra vittoria; l’auspicio, però, è che il verdetto arrivi correndo, non attraverso una decisione a tavolino.

Per ora il dato concreto è la partenza al comando ad Austin. Il resto dipenderà dalla gara, dagli avversari e da una combinazione di risultati che potrebbe trasformare una domenica texana nel giorno del primo titolo italiano dal 1953, quando a riuscirci fu Alberto Ascari.

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