Austin, la Formula 1 rimbalza: buche e mal di testa nel paddock
Il fondo del Circuit of the Americas torna al centro delle polemiche: Verstappen protesta, Norris ricorre agli antidolorifici e Russell chiede interventi periodici.
Ad Austin la sfida non è soltanto tra monoposto e cronometro: il vero avversario, per i piloti, sembra essere l’asfalto. Le irregolarità del Circuit of the Americas hanno riacceso le lamentele nel paddock, con conseguenze tutt’altro che teoriche: Lando Norris è arrivato a prendere pastiglie contro il mal di testa e altri concorrenti hanno segnalato disagi fisici.
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Verstappen contro un asfalto ostinato
Max Verstappen ha definito “inaccettabili” le buche del tracciato texano. Il pilota della Red Bull apprezza il circuito e la città, ma ritiene che la pista sia ormai condizionata da un problema strutturale: il terreno sotto l’asfalto continua a muoversi, ad assestarsi e a modificare la superficie.
Nel 2024 erano già stati eseguiti lavori sulle curve 9 e 11. Secondo Verstappen, però, si è trattato soltanto di un intervento parziale, incapace di risolvere la causa del problema. Le monoposto, progettate con una precisione estrema, finiscono così per sobbalzare sulle irregolarità come vecchie utilitarie alle prese con le strade dissestate di Roma o Milano.
Anche i piloti pagano le vibrazioni
La questione non riguarda soltanto il comfort. Le scosse continue possono pesare sulla testa e sulla schiena dei piloti, oltre a complicare il lavoro di chi deve mantenere il controllo dell’auto a velocità elevatissime. Norris ha fatto ricorso a farmaci contro il mal di testa, un dettaglio che rende concreto il disagio denunciato nel fine settimana.
George Russell ha sostenuto che i circuiti dovrebbero essere sottoposti a un rifacimento ogni due anni. Il pilota Mercedes ha comunque riconosciuto che le buche fanno parte delle difficoltà di una gara, anche se questa considerazione non cancella i problemi fisici causati dalle vibrazioni.
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Il problema visto anche nel WEC
Verstappen aveva già incontrato le stesse irregolarità durante una gara del WEC. In quell’occasione, ha spiegato, il pensiero era andato soprattutto alla colonna vertebrale: non una battuta, ma la descrizione di una preoccupazione che da tempo circola tra i piloti.
Il campione ha avvertito che la situazione starebbe diventando incontrollabile. Il paradosso è evidente: dietro alle monoposto ci sono decine di ingegneri, gallerie del vento e simulazioni minuziose, ma alla fine il confronto più ostico resta quello con il fondo stradale, lo stesso che tormenta ogni giorno automobilisti e tassisti nelle grandi città italiane.
Il terreno di Austin, tuttavia, non sembra intenzionato a seguire regolamenti o programmi di gara. Continua ad assestarsi sotto la pista, mentre chi corre chiede semplicemente che le buche vengano eliminate. Una richiesta concreta, che ricorda come anche la Formula 1, nonostante tecnologia e velocità, debba ancora fare i conti con problemi molto comuni.
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