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Motori 3 min di lettura9 min fa

Austin, Ferrari all’attacco: la pole non è più un affare di Verstappen

Leclerc e Hamilton mostrano un passo notevole in curva, mentre Mercedes e Red Bull devono ancora risolvere i problemi di gomme ed energia

La sfida per la pole ad Austin si presenta molto più equilibrata del previsto. Ferrari ha mostrato il miglior comportamento nelle curve e può puntare concretamente alla prima fila, ma Mercedes e Red Bull conservano margini legati soprattutto alla gestione dell’energia e alle impostazioni della Power Unit.

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Energia decisiva nel giro secco

Il risultato delle qualifiche potrebbe dipendere da quanto i motoristi riusciranno a sfruttare le mappature più aggressive nelle fasi decisive. I dati raccolti finora non permettono di escludere un recupero degli avversari in Q2 e Q3, soprattutto se verrà liberata una potenza maggiore rispetto a quella utilizzata nelle prove libere.

Red Bull dispone di una configurazione aerodinamica con poca resistenza all’avanzamento e di una Power Unit molto potente, ma sul tracciato texano non conta soltanto la velocità sui rettilinei. Anche la capacità di ricaricare rapidamente la batteria e distribuire l’energia lungo l’intero giro può incidere sul risultato: in questo aspetto Mercedes sembra avere un piccolo vantaggio.


Ferrari trova il punto giusto

La SF-26 è apparsa particolarmente efficace nelle curve, con un livello di aderenza che ha permesso a Charles Leclerc di affrontare completamente a fondo le curve 4 e 5. Il pilota monegasco ha costruito il proprio vantaggio soprattutto nei tratti più guidati, mentre ha concesso qualcosa soltanto nei lunghi allunghi.

Anche Lewis Hamilton ha dato segnali incoraggianti, firmando il miglior tempo ufficiale della sessione. Dopo le difficoltà incontrate venerdì con il nuovo pacchetto, il lavoro svolto durante la notte sembra aver restituito alla vettura un equilibrio più sfruttabile, consentendo a entrambi i ferraristi di valorizzare gli aggiornamenti.


Gomme Ferrari ancora solide

Uno degli aspetti più promettenti per la squadra italiana riguarda la parte conclusiva del giro. Nel settore dei tornanti, la SF-26 riesce a mantenere le gomme nella corretta finestra di temperatura, mentre le monoposto rivali iniziano a perdere efficacia. Questo permette a Leclerc di affrontare le curve lente con una vettura ancora stabile e reattiva.

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Anche sul fronte della velocità in rettilineo il quadro è migliorato rispetto a venerdì. I dati fanno pensare all’impiego della Power Unit aggiornata alla specifica ADUO 2; resta una fase di recupero dell’energia tra curva 10 e curva 11, ma sul lungo rettilineo opposto il distacco dagli avversari si è ridotto a circa un decimo.


Mercedes e Red Bull cercano il limite

Andrea Kimi Antonelli ha confermato la competitività della Mercedes, che rimane veloce fino alla curva 12. Nel settore finale, tuttavia, il retrotreno tende a scaldare troppo le gomme: il sovrasterzo aumenta lo scivolamento, lo scivolamento produce ulteriore temperatura e la vettura diventa progressivamente più difficile da controllare, soprattutto nella successiva sequenza di curve a destra.

Max Verstappen, invece, non ha beneficiato di un salto in avanti evidente rispetto a venerdì. La Red Bull è apparsa meno incisiva nella sequenza iniziale e ha utilizzato una Power Unit più conservativa, probabilmente lasciando potenza da impiegare in qualifica. La monoposto non presenta però un difetto dominante e resta tra le candidate alla pole, anche se Ferrari sembra ora in grado di metterla seriamente sotto pressione.

Le indicazioni arrivano dalle terze prove libere, nelle quali sono stati analizzati anche i giri di Leclerc e Antonelli cancellati per il superamento dei limiti della pista. Pur non essendo validi per la classifica della sessione, quei passaggi hanno fornito un quadro più attendibile del potenziale espresso dalle rispettive vetture.

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