Antonelli vede il titolo, Ferrari prepara il colpo ad Austin
Il circuito texano mette alla prova ogni area delle monoposto: la Ferrari si affida agli aggiornamenti, mentre Mercedes cerca risposte utili anche per il progetto 2027.
Il fine settimana di Austin si annuncia particolarmente intenso per due motivi: la Ferrari dovrà capire subito se il nuovo pacchetto tecnico mantiene le promesse, mentre Andrea Kimi Antonelli sarà chiamato a convivere con la pressione del primo match point per il titolo mondiale. Mercedes, intanto, userà il Gran Premio anche per raccogliere indicazioni preziose in vista della vettura del 2027.
GioiaPura
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Antonelli tra titolo e sviluppo
La squadra di Brackley porterà in pista la configurazione aggiornata, compresa l’ala anteriore già osservata a Singapore ma allora esclusa dal programma di gara. Sono previsti diversi tentativi sull’assetto per correggere l’equilibrio della W17, che gli ultimi interventi hanno reso più carica sul davanti rispetto al retrotreno.
Il lavoro non servirà soltanto a migliorare il rendimento nell’immediato. Le risposte ottenute negli Stati Uniti potranno infatti aiutare Mercedes a correggere i propri strumenti di simulazione, gli stessi impiegati per sviluppare la monoposto del 2027. Antonelli ha assicurato la propria disponibilità a sostenere la squadra, pur dovendo gestire l’attesa per l’occasione iridata.
Gomme e strategia peseranno
Ad Austin la posizione conquistata in qualifica non dovrebbe bastare per mettere al sicuro il risultato. I sorpassi sono possibili e le prime indicazioni attribuiscono al ritmo di gara un peso superiore del 30% rispetto alla prestazione sul giro singolo: la gestione degli pneumatici sarà quindi decisiva.
Pirelli metterà a disposizione le mescole C2, C3 e C4. Il consumo termico del retrotreno sarà importante, ma anche l’usura meccanica dell’avantreno potrebbe condizionare la corsa, perché il tracciato sollecita entrambe le estremità della vettura. Resta da stabilire se la soluzione migliore prevederà una o due soste.
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Ferrari punta sulle curve veloci
Il primo settore del Circuit of the Americas, con i suoi rapidi cambi di direzione, può offrire alla Ferrari un’occasione per valorizzare le caratteristiche della SF-26. La vettura ha mostrato in più occasioni precisione all’anteriore e buon carico nelle curve veloci, qualità che potrebbero permetterle di limitare l’uso dell’acceleratore e conservare energia elettrica.
L’obiettivo è riproporre il rendimento visto a Silverstone, dove il comportamento nelle pieghe ad alta percorrenza aveva favorito anche la gestione della potenza disponibile. Ad Austin arriveranno aggiornamenti consistenti e a Maranello si cercherà di capire se potranno garantire un progresso senza compromettere la facilità di guida, problema già emerso con gli sviluppi di McLaren e Mercedes.
Red Bull favorita, ma non ovunque
Max Verstappen e Red Bull possono puntare al terzo successo consecutivo grazie a una monoposto efficace sui rettilinei, competitiva nelle curve lente e dotata di una finestra di funzionamento più ampia. Il punto da verificare sarà il rendimento nelle sequenze veloci, proprio il terreno sul quale la Ferrari spera di costruire la propria gara.
Il tracciato texano, tuttavia, non premia una sola qualità. Le curve lente richiedono aderenza meccanica e trazione, mentre il lungo rettilineo del secondo settore pretende efficienza aerodinamica e potenza dell’unità motrice. A complicare il lavoro ci sarà inoltre un asfalto sconnesso: per evitare che il fondo tocchi il terreno, le squadre potrebbero irrigidire le sospensioni, rendendo più delicata la ricerca dell’assetto ideale.
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