Antonelli, il paragone che pesa: Rosberg scomoda Schumacher
Il campione del mondo 2016 applaude la stagione dell’italiano, ormai vicino al titolo, ma indica Verstappen come il riferimento assoluto della Formula 1
«Max rimane il miglior pilota di questo sport». Nico Rosberg non cambia idea sul valore di Verstappen e lega il possibile ritorno al dominio del campione olandese alla competitività della Red Bull. Secondo il tedesco, con una vettura all’altezza, il pilota potrebbe nuovamente fare la differenza.
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Verstappen resta il metro di paragone
Rosberg ha spiegato che Verstappen continua a essere il riferimento più completo tra i piloti attualmente in attività. La valutazione, però, non ridimensiona quanto fatto da Andrea Kimi Antonelli, protagonista di una stagione che lo ha portato a un passo dal titolo iridato.
L’ex campione del mondo 2016 ha parlato ai microfoni di RTL e Sky Sport Deutschland, soffermandosi anche sul potenziale della Red Bull. A suo giudizio, il rendimento dell’olandese dipenderà soprattutto dalla possibilità di disporre di una monoposto realmente competitiva.
Antonelli merita il titolo
Rosberg ha poi riservato all’italiano un riconoscimento particolarmente prestigioso: «Ha guidato a livelli da Michael Schumacher». Il paragone nasce dalla continuità mostrata in pista, elemento che avrebbe distinto Antonelli dagli altri concorrenti del campionato.
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Il tedesco ha ricordato di conoscere il pilota fin dai tempi dei kart e di averne intuito la velocità. Dopo le difficoltà incontrate nella stagione precedente, tuttavia, in pochi avrebbero immaginato una crescita tanto marcata; Antonelli, secondo Rosberg, è rimasto stabilmente nelle posizioni di vertice mentre gli avversari hanno alternato prestazioni brillanti ed errori.
Un traguardo vicino per l’Italia
Il titolo potrebbe arrivare già nel prossimo doppio appuntamento tra Stati Uniti e Messico. Per Antonelli sarebbe il primo campionato del mondo in una carriera cominciata appena un anno fa, con l’Italia pronta a tornare sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni.
L’ultimo successo iridato italiano risale infatti al 1953, quando Alberto Ascari conquistò il mondiale. All’inizio della stagione i pronostici indicavano George Russell, compagno di squadra e vincitore in Australia, come principale favorito; Antonelli ha però ribaltato rapidamente le attese con una serie di risultati e vittorie che lo hanno spinto verso il titolo.
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