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Motori 3 min di lettura1 ora fa

ADAS, il rischio nascosto: quando la manutenzione decide la sicurezza

Radar e telecamere possono perdere precisione anche senza segnalare guasti: ecco perché calibrazione, diagnosi e revisioni sono sempre più decisive.

La tecnologia a bordo può ridurre sensibilmente la probabilità di incidente, ma soltanto se continua a funzionare secondo i parametri previsti. I dati presentati durante un incontro organizzato a Roma indicano una diminuzione del rischio globale del 38% grazie ai sistemi ADAS, con effetti ancora più marcati per la frenata automatica d’emergenza: -35% per gli incidenti e -45% per i tamponamenti.

Il punto, quindi, non è soltanto installare questi dispositivi sulle automobili. Telecamere, radar, sensori e programmi informatici devono essere controllati per tutta la durata del veicolo e ricalibrati dopo qualsiasi intervento capace di modificarne posizione o comportamento.


Un guasto può restare invisibile

L’argomento è stato discusso nel corso dell’incontro “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”, promosso da Autopromotec – The Dialogues nella sede dell’Automobile Club d’Italia, a Roma. Al confronto hanno partecipato esponenti delle istituzioni, della Polizia Stradale e del settore delle attrezzature per officina, insieme ad altri rappresentanti della filiera dell’assistenza automobilistica.

Frenata automatica d’emergenza, controllo della corsia, lettura dei cartelli stradali e regolazione adattiva della velocità sono ormai presenti su un numero crescente di modelli. Tuttavia, un sensore fuori asse o una telecamera spostata possono compromettere la precisione del sistema senza produrre necessariamente una spia evidente sul cruscotto. L’auto può dunque sembrare in condizioni normali mentre interpreta l’ambiente con margini di errore diversi da quelli stabiliti dal costruttore.


Parabrezza e urti cambiano i parametri

La sostituzione del parabrezza è uno degli interventi che più chiaramente mostra il nuovo rapporto tra riparazione e sicurezza elettronica. Anche un urto di modesta entità, un lavoro sul paraurti o operazioni su sterzo e sospensioni possono alterare l’orientamento dei dispositivi che osservano la strada.

Radar e telecamere devono infatti lavorare con un posizionamento estremamente preciso. Per questo la calibrazione non può essere considerata un servizio secondario da eseguire solo in presenza di un errore: dovrebbe diventare una fase ordinaria della manutenzione, al pari delle verifiche su freni, pneumatici e sterzo. Dopo una riparazione, il controllo serve a garantire che il veicolo sia nuovamente nelle condizioni operative previste.


Più informazioni dopo gli incidenti

Durante il confronto è emersa anche la necessità di raccogliere dati più completi sul comportamento dell’automobile prima e durante un impatto. I registratori dei dati di evento già consentono di acquisire informazioni sui secondi che precedono una collisione e, nei modelli più recenti, anche sul funzionamento della frenata automatica.

Questi elementi, però, non sempre bastano a chiarire perché il sistema abbia adottato una determinata decisione o in quale ordine siano intervenuti veicolo e conducente. Sarebbe quindi utile disporre di registrazioni omogenee su oggetti riconosciuti, distanze, velocità relativa, condizioni dei sensori e azioni richieste all’auto.

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Anche le prove dovrebbero riprodurre scenari più vicini alla guida quotidiana. Oltre alle situazioni ideali, occorrerebbe considerare asfalto bagnato, buio, visibilità ridotta, curve, gallerie, cantieri e segnaletica temporanea.


Officine chiamate a cambiare passo

La presenza degli ADAS sta trasformando il lavoro degli autoriparatori. Una riparazione su un’auto moderna richiede sempre più spesso strumenti dedicati, personale formato e procedure uniformi, perché un componente meccanico e un sistema elettronico possono influenzarsi reciprocamente.

Diventa altrettanto importante spiegare al proprietario che la calibrazione non è una voce accessoria del preventivo, ma un intervento legato alla sicurezza. Controllare il dispositivo dopo la sostituzione di un vetro o una riparazione significa verificare un sistema che può correggere la traiettoria o ordinare una frenata d’emergenza.


Revisioni verso nuovi controlli

Nel confronto si è parlato anche dell’ipotesi di inserire le verifiche sugli ADAS nelle revisioni periodiche. L’assenza di una segnalazione sul quadro strumenti, infatti, non dimostra da sola che radar e telecamere stiano operando al massimo della loro efficienza: un deterioramento delle prestazioni può non essere riconosciuto immediatamente dal conducente.

La proposta di aggiornamento del pacchetto europeo sull’idoneità alla circolazione, presentata dalla Commissione europea nel 2025, prevede l’adeguamento delle revisioni all’evoluzione dei veicoli elettrici, connessi e dotati di ADAS. Il testo include anche controlli sui dispositivi elettronici di sicurezza e sull’integrità dei programmi informatici.

L’iter legislativo non è ancora concluso e restano da definire criteri e procedure. La direzione indicata, però, richiede una rete dell’assistenza capace di mantenere efficienti queste tecnologie per l’intero ciclo di vita dell’automobile, comprese le officine indipendenti.

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