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Motori 2 min di lettura5 ore fa

Acosta, secondo a Motegi: il Mondiale resta lontano

Il pilota KTM chiude il venerdì alle spalle di Alex Marquez e spiega perché il nuovo asfalto può favorire la sua moto.

Pedro Acosta ha iniziato il fine settimana di Motegi con un risultato di rilievo, ma senza perdere di vista i limiti attuali della KTM. Il pilota spagnolo ha chiuso le prove al secondo posto, preceduto soltanto da Alex Marquez, mentre alle sue spalle si sono piazzati Marc Marquez e le Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin.


Il risultato non cambia l’obiettivo

La prestazione permette ad Acosta di confermarsi una presenza difficile da decifrare per gli avversari. Il piazzamento ottenuto in Giappone, tuttavia, non lo spinge a indicare la KTM come una candidata al titolo: secondo il pilota, Ducati e Aprilia mantengono un vantaggio complessivo in termini di velocità.

«Io in lotta per il Mondiale? No, Ducati e Aprilia nel complesso sono più veloci di noi», ha spiegato Acosta commentando la giornata. La sua ambizione è ridurre il distacco dalla top-3 della classifica iridata, anche se il compito resta complicato: Bezzecchi, ha ricordato, era stato particolarmente competitivo proprio nella parte conclusiva della stagione precedente.


La KTM cambia completamente assetto

Il secondo posto è arrivato dopo un lavoro profondo sulla moto. Acosta ha raccontato che il gruppo ha dovuto modificare in modo radicale la configurazione preparata in Austria, perché quelle soluzioni non si adattavano alle caratteristiche del tracciato giapponese e alle differenze della gomma utilizzata.

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A Motegi, inoltre, l’asfalto appena rifatto offre un livello di aderenza maggiore, una condizione che il pilota considera favorevole. «Il grip in più dell’asfalto nuovo mi aiuta», ha dichiarato, indicando nella frenata e nella fase di accelerazione due aree già convincenti.


Il limite resta in curva

La ricerca di prestazioni ha comportato anche una scelta rischiosa sul piano della messa a punto. Acosta ha spiegato che il team sta tentando soluzioni estreme e che, almeno per ora, i risultati stanno dando ragione a questo approccio.

Il margine principale da recuperare riguarda però la percorrenza: la KTM perde ancora terreno nella zona centrale della curva, soprattutto quando aumenta la velocità. Il riferimento indicato dal pilota è la curva 6, dove il distacco accumulato è particolarmente consistente.

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