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Motori 4 min di lettura20 ott

72 CV e quattro cilindri: la Honda che cambia la CBR500R

La nuova sportiva giapponese porta in Europa un motore da 502 cc, frizione elettronica obbligatoria e una versione depotenziata per la patente A2.

La sigla può trarre in inganno, ma la Honda CBR500R Four 2027 non è l’evoluzione della bicilindrica già conosciuta. La nuova carenata nasce su una piattaforma completamente diversa, con un quattro cilindri da 502 cc, 72 CV e una dotazione elettronica particolarmente ricca per la categoria.

Il progetto guarda soprattutto a chi vuole avvicinarsi alle moto sportive senza rinunciare alla praticità quotidiana. Honda prevede anche una configurazione da 35 kW per i titolari di patente A2, mentre il prezzo destinato al mercato italiano non è ancora stato comunicato.

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Quattro cilindri e anima da sportiva

Il motore è un’unità bialbero a 16 valvole sviluppata partendo dal quattro cilindri della CB400 Super Four. Alesaggio e corsa sono rispettivamente di 60 e 44,4 mm, il rapporto di compressione raggiunge 12,3:1 e il limitatore entra in funzione a 12.500 giri/min. La potenza massima è di 72 CV, pari a 53 kW, a 11.000 giri/min, mentre la coppia di 47,4 Nm arriva a 9.750 giri/min.

Honda dichiara una velocità massima di 210 km/h e un consumo omologato di 4,5 litri ogni 100 km nel ciclo WMTC. Il sistema di scarico 4-2-1 lascia intravedere i collettori attraverso aperture nella carena, richiamando la CB400 Four del 1975. Il silenziatore utilizza una struttura a doppia camera e il motore rispetta lo standard Euro 5+.

L’ispirazione arriva dalla famiglia Super Four, molto apprezzata in Giappone e tornata sul mercato asiatico dopo una pausa di quattro anni. Per il modello destinato all’Europa, però, Honda afferma di avere progettato da zero sia il propulsore sia il resto della moto, con l’obiettivo di unire guida sportiva e utilizzo di tutti i giorni.


La frizione elettronica non è opzionale

La CBR500R Four viene proposta esclusivamente con Honda E-Clutch, il sistema che gestisce automaticamente la frizione durante partenze, arresti, cambi marcia e scalate. Il pilota può quindi utilizzare soltanto il pedale del cambio, mentre un attuatore dotato di due motori elettrici regola il lavoro del pacco frizione.

La leva tradizionale rimane comunque presente e può essere azionata in qualsiasi momento. Dopo l’intervento manuale, il dispositivo torna autonomamente attivo: il ripristino avviene in meno di un secondo oltre una determinata soglia di regime e dopo cinque secondi quando il motore gira più lentamente. La disattivazione completa è possibile dal menu del quadro, con la moto ferma e il cambio in folle.

L’integrazione con l’acceleratore elettronico consente anche di effettuare automaticamente la doppietta in scalata. Il sistema adegua il regime del motore alla velocità della ruota posteriore e può intervenire sulla frizione se rileva saltellamenti durante una riduzione rapida. Il cambio è a sei rapporti, con innesti studiati per ridurre giochi e tempi di selezione; la resistenza del pedale può essere regolata su tre livelli, separatamente in salita e in scalata.

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Ciclistica nuova e dotazione completa

La base è un telaio a diamante in tubi d’acciaio da 14 kg, con il propulsore utilizzato come elemento portante. L’inclinazione del cannotto è di 25 gradi, l’avancorsa misura 99 mm e l’interasse è pari a 1.412 mm. Con il pieno di carburante la moto pesa 189 kg, mentre la sella si trova a 780 mm da terra; il raggio di sterzata dichiarato è di 2,9 metri.

All’anteriore troviamo una forcella KYB rovesciata da 41 mm, priva di regolazioni e con 120 mm di escursione. Il retrotreno utilizza un ammortizzatore Pro-Link regolabile nel precarico su cinque posizioni, collegato a un forcellone in alluminio. L’impianto frenante Nissin dispone di due dischi anteriori da 296 mm con pinze radiali a due pistoncini, disco posteriore da 240 mm e ABS a due canali.

I cerchi in lega da 17 pollici montano pneumatici Pirelli Diablo Rosso IV nelle misure 120/70 all’anteriore e 160/60 al posteriore. Il serbatoio ha una capacità di 14 litri e la carrozzeria propone un’impostazione inedita, con il volume visivo concentrato nella zona anteriore, doppio faro a LED, luci diurne integrate e coda rastremata.


Elettronica e prezzo ancora assente

La gestione del motore passa attraverso tre modalità di guida preimpostate e due configurabili dal pilota. Per ciascuna è possibile intervenire su tre livelli di potenza, freno motore e controllo di trazione HSTC; la dotazione comprende anche il controllo antimpennata.

Il quadro è affidato a uno schermo TFT a colori da 5 pollici con trattamento ottico contro i riflessi. Sono disponibili tre grafiche, mentre il sistema Honda RoadSync permette di visualizzare indicazioni di navigazione, telefonate e musica, utilizzando un interfono e il comando retroilluminato a quattro direzioni sul blocchetto sinistro.

Completano l’equipaggiamento la presa USB-C, l’immobilizer HISS, il segnale di frenata d’emergenza e una gamma di accessori che include borsa da sella, manopole riscaldabili, cupolino fumé rialzato, protezione per il serbatoio, grip laterali e antifurto con allarme. Le colorazioni previste sono due, ma Honda non ne ha ancora specificato i dettagli.

Il listino italiano resta da definire: la casa lo descrive soltanto come estremamente competitivo. Ulteriori informazioni sono attese in occasione di EICMA. Nello stesso annuncio è stata presentata anche la CBR600RR 2027, destinata a rappresentare il versante più prestazionale della gamma sportiva Honda.

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