Motra torna davvero? I brevetti Honda aprono due strade
I disegni depositati dal costruttore giapponese mostrano una possibile erede della CT50 del 1982, pronta ad accogliere sia un motore a benzina sia uno elettrico.
Il ritorno della Honda Motra non è ancora una certezza, ma i brevetti depositati dalla casa giapponese delineano un progetto preciso: riportare in vita una piccola moto da lavoro con una base tecnica capace di funzionare con due sistemi di propulsione. L’eventuale erede conserverebbe l’aspetto essenziale e robusto dell’originale, aggiungendo però una possibile alternativa a batteria.
GioiaPura
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Un fallimento diventato oggetto da collezione
La prima CT50 Motra arrivò nel 1982, distinguendosi subito dalle altre motociclette leggere dell’epoca. Il telaio e le sovrastrutture ricordavano un attrezzo da cantiere, mentre il motore monocilindrico da 49 cc derivava da quello del Super Cub. Una particolare soluzione meccanica consentiva inoltre di passare da tre a sei rapporti.
Le aspettative commerciali erano molto più alte dei risultati ottenuti. Honda puntava a circa 45.000 unità all’anno, ma le vendite si fermarono approssimativamente a un decimo di quella previsione, prima della fine della produzione nel 1983. Oggi, proprio la sua rarità ha trasformato la Motra in un modello ambito da collezionisti e appassionati, disposto a spendere cifre elevate per gli esemplari rimasti.
La stessa base per due motori
I nuovi disegni mostrano un semplice telaio in tubi d’acciaio, progettato per essere abbinato a due configurazioni differenti. Da una parte ci sarebbe il monocilindrico già impiegato su C125, Monkey e Grom, strettamente legato alla famiglia tecnica della Motra originale; dall’altra, un gruppo di batterie destinato alla versione elettrica.
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Nel secondo caso cambierebbe anche la disposizione della ruota posteriore. Al posto del tradizionale forcellone comparirebbe un motore collocato direttamente nel braccio oscillante, una soluzione già vista sullo scooter CUV e:. Il progetto, quindi, non si limiterebbe a sostituire il motore termico con una batteria, ma richiederebbe una diversa architettura della parte posteriore.
Aspetto invariato, produzione incerta
Qualunque sia la scelta tecnica, i brevetti sembrano confermare la volontà di mantenere alcuni tratti distintivi della Motra. Tra questi figurano le gomme di dimensioni generose, pensate anche per fondi non asfaltati, oltre ai portapacchi collocati davanti e dietro.
Honda, al momento, non ha annunciato l’avvio della produzione e i documenti depositati non equivalgono alla conferma di un nuovo modello. Tuttavia, il progetto potrebbe incontrare l’interesse di chi cerca una moto compatta e particolare: in Italia, del resto, anche lo Zoomer ha acquisito nel tempo un valore significativo sul mercato collezionistico. Resta da capire se l’eventuale Motra moderna arriverà davvero nelle concessionarie e se sarà proposta in entrambe le varianti.
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