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Motori 4 min di lettura1 ora fa

436,5 km senza ricaricare: la Zero sfida l’ansia da autonomia

La DS con Power Tank ha stabilito il nuovo primato Guinness su strade aperte, dalle Alpi al Mediterraneo, battendo di oltre il 40% il precedente risultato

Il dato più sorprendente non è arrivato da un circuito né da una prova al banco: una Zero DS normalmente acquistabile ha percorso 436,5 chilometri con una sola carica. Il viaggio, compiuto dal motociclista olandese Jelle Verstaen, è iniziato sulle Alpi, al confine tra Francia e Italia, e si è concluso sulla costa mediterranea.

Il risultato è stato certificato dal Guinness dei primati attraverso il tracciamento GPS e controlli indipendenti. La moto ha viaggiato su strade statali e secondarie aperte al traffico; negli ultimi 100 chilometri, inoltre, il gruppo ha affrontato una pioggia intensa.

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Un margine record sulla Verge

La distanza raggiunta supera nettamente il precedente primato, pari a 310,689 chilometri. Il risultato apparteneva alla Verge TS Pro, che lo aveva ottenuto nel marzo 2025 nell’area suburbana di Londra: la Zero ha aggiunto 125,8 chilometri, con un incremento superiore al 40%.

La DS utilizzata da Verstaen non era stata modificata per l’occasione. L’unica aggiunta era il Power Tank, accessorio disponibile nel listino e installato insieme alla batteria principale. La capacità nominale complessiva arrivava così a 19,2 kWh.

Anche le altre due moto impegnate nella stessa prova hanno superato il vecchio limite. La DSR/X ha raggiunto 384 chilometri, mentre la SR/S si è fermata a 350: il tentativo, quindi, non è dipeso soltanto dalla prestazione di un singolo esemplare o di un solo pilota.


Il percorso ha fatto la differenza

Convertendo distanza e capacità della batteria, il consumo medio teorico è di circa 4,4 kWh ogni 100 chilometri. Si tratta di un valore riferito a una prova costruita per favorire l’efficienza e non dell’autonomia normalmente replicabile nell’utilizzo quotidiano.

Il tracciato comprendeva passi alpini, salite, discese, centri abitati e strade urbane ed extraurbane. L’autostrada è stata esclusa: a velocità elevate, infatti, una moto elettrica tende a consumare molto di più. Il percorso è stato inoltre scelto per limitare le fermate e le ripartenze, evitando il continuo alternarsi di accelerazioni e frenate tipico dei contesti cittadini.

In discesa Verstaen ha sfruttato la frenata rigenerativa, mentre nei tratti più scorrevoli verso il mare ha mantenuto, quando possibile e nel rispetto dei limiti, una velocità di crociera di circa 52 km/h. Zero precisa che questo valore riguarda soltanto le sezioni più fluide e non coincide con la velocità media generale, che non è stata comunicata.

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La parte alpina e il tratto fino alla Camargue si sono svolti con fondo asciutto. La perturbazione incontrata nell’ultima fase ha invece portato pioggia battente per circa 100 chilometri, una condizione che non favorisce né la marcia né il contenimento dei consumi.


Una moto di serie, non un prototipo

La Zero DS è il modello a doppia vocazione più accessibile della gamma. In base al mercato può essere guidata con patente A1 e, in alcuni casi, anche con la patente B. Il progetto utilizza la piattaforma Z-Force, con batteria ad alta densità, motore a magneti permanenti interni raffreddato passivamente e recupero di energia in frenata.

Il peso contenuto della DS, le caratteristiche della batteria e le perdite ridotte della trasmissione sono indicati dalla casa tra i fattori che hanno contribuito alla prestazione. Il Power Tank ha aggiunto 3,6 kWh, portando la configurazione impiegata nel tentativo a quella con la maggiore capacità disponibile per il modello.

L’organizzazione della prova ha avuto anche un elemento particolare: Renaud, inizialmente presente come osservatore indipendente, ha scelto di partecipare usando la propria moto. Tutti e tre i motociclisti hanno viaggiato a una velocità media superiore a quella registrata nel precedente tentativo, svolto in un’area suburbana londinese.


Il messaggio sull’autonomia

Secondo Pierre-Martin Bos, amministratore delegato di Zero, il valore del risultato dipende dal fatto che le tre moto erano esemplari commerciali e hanno percorso strade pubbliche. «Un record ha valore solo se i motociclisti possono riconoscersi nel risultato», ha spiegato, sostenendo che l’azienda intende continuare a migliorare questo tipo di prestazioni.

Jarno Middelbosch, direttore globale del marketing, ha collegato il primato al timore di rimanere senza energia, ancora diffuso tra chi valuta l’acquisto di una moto elettrica. «Dimostrare che è possibile superare i 400 chilometri reali con una singola carica significa mostrare concretamente ciò che la tecnologia può offrire», ha dichiarato.

Zero, fondata nel 2006, celebra quest’anno il ventesimo anniversario. Il record arriva mentre in Italia il mercato delle due ruote elettriche procede in modo discontinuo: il risultato non basta da solo a modificare le scelte degli acquirenti, ma offre un riferimento concreto sul potenziale della piattaforma, a patto di distinguere una prova ottimizzata dall’autonomia attesa nell’uso di tutti i giorni.

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