Vecchie lire da controllare: il 1928 arriva a 151mila euro
Dalle 5 lire del 1946 alle 20 lire del 1928, ecco gli esemplari più ricercati dai collezionisti
Una moneta italiana del 1928 può arrivare a valere 151.000 euro, se appartiene a una rara versione di prova.
GioiaPura
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Il pezzo dal valore più alto
Si tratta delle 20 lire Eletto in Oro, coniate durante il regno di Vittorio Emanuele III. L’esemplare risale al 1928 e presenta un’iscrizione celebrativa: «Meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora». La versione di prova è stata valutata fino a 151.000 euro.
Tra le monete del Regno d’Italia spiccano anche le 20 lire Fascio Littorio, realizzate per il primo anniversario della Marcia di Roma. Alcuni esemplari sono arrivati a una quotazione di 9.500 euro. Superano invece i 1.000 euro le monete con l’Aquila Araldica, coniate tra il 1902 e il 1905 per celebrare Vittorio Emanuele II.
Le condizioni fanno la differenza
Il prezzo dipende soprattutto dallo stato di conservazione. Gli esemplari classificati come Fior di conio non devono avere graffi, tracce evidenti o segni di consumo: proprio l’assenza di usura li rende più interessanti per i collezionisti.
Vecchie monete di questo tipo possono ancora trovarsi in cassetti, soffitte, cantine o scatole dimenticate durante il riordino di casa. Prima di attribuire un valore, però, occorre controllare con precisione anno, caratteristiche e condizioni del pezzo.
Le lire della Repubblica più cercate
Tra le monete della Repubblica Italiana, le 10 lire del 1946, riconoscibili per l’ulivo e il cavallo alato, possono raggiungere 6.000 euro. Le 10 lire del 1947 sono invece indicate con una valutazione fino a 4.000 euro.
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Le 100 lire del 1955 sono più comuni, ma un esemplare ben conservato può arrivare a 1.200 euro. Le 5 lire del 1946, prima emissione repubblicana con questo valore, vengono valutate tra 1.000 e 1.200 euro.
Una lira del 1947, con la figura femminile su un lato e l’arancia appesa a un ramo sull’altro, può raggiungere 1.300 euro se mantenuta in buone condizioni. Per le 2 lire del 1949, decorate con la spiga di grano e la scena dell’aratro, la quotazione arriva invece vicino ai 2.000 euro.
Delfino, ape e altre emissioni
Le 2 lire del 1958, con l’ulivo e l’ape, sono più diffuse rispetto ad altri esemplari rari e possono valere fino a circa 500 euro. Le 5 lire del 1956, che raffigurano un delfino, sono molto meno comuni e arrivano a 1.800-2.000 euro quando la conservazione è ottima.
Le 50 lire del 1958 mostrano un uomo visto di spalle mentre sta per colpire l’incudine con un martello. Anche questa emissione può raggiungere 2.000 euro, ma l’anno deve essere verificato con attenzione.
Infine, le versioni di prova delle 20 lire del 1956 sono considerate particolari e possono valere circa 300 euro. La cifra effettiva resta legata all’autenticità, alla qualità della conservazione e alla richiesta dei collezionisti.
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