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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Artissima 2026 porta a Torino arte e diplomazia culturale

La rassegna riunisce 183 gallerie da 35 Paesi e presenta progetti su memoria, geopolitica e partecipazione pubblica.

Artissima è tornata a Torino per la sua 33esima edizione.

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Il valore dei progetti culturali

Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo, ha indicato nella qualità delle iniziative il criterio principale per costruire collaborazioni. «Credo che sia davvero il modo migliore per far vedere come da un certo punto di vista le ragioni a lavorare insieme partano esclusivamente dal merito», ha detto.

Le Gallerie d’Italia, sostenute da Intesa Sanpaolo, partecipano alla manifestazione per il settimo anno come partner principale. Nel museo torinese è stato presentato un progetto nato da Artissima, mentre nello stand della banca è stata mostrata un’anticipazione delle prossime esposizioni.


L’immaginazione come strumento pubblico

Secondo il direttore artistico Luigi Fassi, la fiera punta a mettere in relazione linguaggi, esperienze e aree geografiche diverse. L’obiettivo è proporre un’immaginazione capace di coinvolgere il pubblico e di trasformare le emozioni suscitate dall’arte in riflessione condivisa.

«La fancy è nell’aria, nel senso che abbiamo l’ispirazione di Martha Nussbaum di sapere che dobbiamo e vogliamo uscire diversi da quando siamo entrati qui per aver visto la fiera», ha spiegato Fassi. Il termine indica una facoltà immaginativa alimentata dalla stessa energia acrobatica con cui gli artisti affrontano la realtà.

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Opere tra biologia e memoria

Tra gli esempi citati dal direttore artistico figura Gabriel Ribeiro, presente con la galleria Foco: il suo lavoro trasforma la frutta e usa i processi biologici come materia artistica. La ricerca porta così elementi naturali e trasformazioni organiche dentro il linguaggio dell’arte contemporanea.

Alla galleria Annet Gelink è invece esposto un lavoro di Meiro Kozumi legato ai ricordi della guerra sino-giapponese. La memoria storica diventa un punto di accesso alle relazioni tra gli Stati e alle tensioni che attraversano la vita collettiva.


Una fiera oltre il mercato

All’Oval sono presenti 183 gallerie arrivate da 35 Paesi e quattro continenti. La compravendita e il sostegno al mercato restano componenti della manifestazione, accanto a programmi dedicati alla ricerca e al confronto culturale.

Partecipano anche la Direzione generale Creatività contemporanea e il progetto Moltitudini della Fondazione Compagnia di San Paolo. La proposta comprende inoltre spazi affidati a curatori e iniziative dedicate alla poesia, ampliando il ruolo della fiera rispetto alla sola esposizione commerciale.

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