Vaccarello, dieci anni d’oro: le chiavi di Saint Laurent fanno discutere
Dalla giurisprudenza alla guida di Saint Laurent, il percorso del designer belga tra sensualità, scenografie spettacolari e nuove ipotesi sul futuro della maison
Il gesto compiuto al termine dell’ultima sfilata potrebbe diventare l’immagine più eloquente del 2026 di Anthony Vaccarello. Dopo aver celebrato i dieci anni alla guida di Saint Laurent, lo stilista ha consegnato le chiavi della maison al figlio, seduto in prima fila: un dettaglio che ha alimentato le indiscrezioni su un possibile addio, senza però trasformarle in una certezza.
La scena è andata in onda durante la settimana della moda di Parigi, con la Torre Eiffel ancora una volta protagonista. La struttura è stata illuminata da bagliori dorati, ripresi anche dagli abiti in passerella, per una collezione primavera-estate 2027 pensata come celebrazione di una lunga collaborazione.
Un finale che riaccende i dubbi
Il decennale con Saint Laurent è arrivato in un momento segnato dalle voci sul futuro di Vaccarello. Il designer non ha annunciato ufficialmente la fine del suo incarico, ma la consegna simbolica delle chiavi al figlio è stata letta da molti come un possibile messaggio di commiato.
La sfilata ha comunque confermato i tratti distintivi del suo lavoro: sensualità, dettagli audaci, atmosfere rock e costruzioni scultoree. Il risultato è stato un omaggio visivo alla maison, con l’oro a dominare sia l’allestimento sia diversi look presentati davanti alla Torre Eiffel.
Dalla legge alla scultura
Anthony Vaccarello è nato a Bruxelles il 18 gennaio 1982, da genitori italiani. Il padre lavorava come cartongessista, mentre la madre era impiegata. Dopo la scuola superiore si è iscritto a giurisprudenza, ma ha abbandonato gli studi dopo un anno per seguire una direzione completamente diversa.
Nel 2000 è entrato all’École nationale supérieure des arts visuels de La Cambre, dove inizialmente ha scelto scultura. L’incontro con le opere di Rei Kawakubo e Azzedine Alaïa gli ha fatto capire che la moda poteva diventare il suo linguaggio creativo, capace di unire volumi, corpo e ricerca formale.
I primi riconoscimenti internazionali
Nel 2006 Vaccarello si è diplomato con il massimo dei voti. La collezione presentata come tesi era ispirata a Ilona Staller, conosciuta come Cicciolina, e gli ha permesso di vincere il Festival della Moda di Hyères. Quel lavoro ha attirato anche l’attenzione di Karl Lagerfeld, allora alla guida creativa di Fendi.
Lagerfeld gli ha offerto un incarico nel settore delle pellicce. L’esperienza è durata circa due anni: nel 2009 Vaccarello si è trasferito a Parigi per fondare il proprio marchio. Nel 2011 è arrivato il premio ANDAM Fashion Awards, accompagnato da un finanziamento di 200 mila euro destinato alla crescita dell’etichetta.
Il suo stile ha iniziato a imporsi anche fuori dalle passerelle. Nel 2012, al Met Gala, ha vestito la modella Anja Rubik con un abito caratterizzato da uno spacco molto pronunciato. Da quel momento il suo nome è stato associato a una sensualità precisa e teatrale, ma sempre lontana dalla volgarità.
La svolta prima di Saint Laurent
Nel 2013 Donatella Versace ha coinvolto Vaccarello in una collezione speciale per Versus. Due anni più tardi gli ha affidato la direzione creativa del marchio, un incarico che si è concluso dopo poco più di una stagione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La successiva opportunità ha cambiato definitivamente la sua carriera. Nel 2016, dopo l’uscita di Hedi Slimane, Saint Laurent lo ha scelto come direttore creativo. Il debutto, con la collezione primavera-estate 2017, ha mostrato subito la sua volontà di rileggere l’eredità della casa in chiave contemporanea.
Tra i simboli di quella prima collezione c’erano le décolleté Opyum, riconoscibili per il tacco ispirato al logo della maison. Anche il marchio è tornato alla sua forma originaria, con la Y di Yves reinserita dopo la modifica introdotta durante la gestione Slimane.
Dieci anni tra passerella e cinema
Nel 2018 Vaccarello ha firmato una delle sue scenografie più memorabili: per la collezione primavera-estate 2019, la passerella ai piedi della Torre Eiffel è stata ricoperta d’acqua, creando riflessi e schizzi al passaggio delle modelle. Nello stesso anno ha presentato a New York la sua prima collezione maschile, ricca di richiami agli anni Settanta di Saint Laurent.
La collezione primavera-estate 2022, svelata nel 2021, ha celebrato il legame tra Yves Saint Laurent e Paloma Picasso. Il riferimento non riguardava soltanto la creatività della designer di gioielli per Tiffany & Co., ma anche il suo ruolo nell’affermazione di una nuova idea di emancipazione femminile.
Nel 2023 il designer ha riportato al centro della scena le spalline, rese ampie e geometriche per la collezione autunno-inverno 2023/24. La silhouette ha dato forma a un’interpretazione del potere femminile che univa rigore, sensualità e linee essenziali.
Quell’anno Vaccarello è diventato anche direttore di Saint Laurent Productions, la divisione cinematografica collegata alla maison. La società ha prodotto film come Strange Way of Life di Pedro Almodóvar e Parthenope di Paolo Sorrentino; per quest’ultimo, lo stilista ha curato i costumi.
Il 2026 tra Madonna e Saint Laurent
Prima della sfilata celebrativa di Parigi, Vaccarello ha ricevuto un altro incarico di grande visibilità: vestire Madonna per il Met Gala dedicato al tema “La moda è arte”. Per l’artista ha elaborato un look ispirato alla pittrice Leonora Carrington e alla sua opera The Temptation Of St. Anthony. Fragment II, ricreata con la partecipazione di alcune modelle.
Pochi mesi dopo, la collezione primavera-estate 2027 ha segnato il decimo anniversario del rapporto con Saint Laurent. Tra luci dorate, riferimenti scenografici e l’ormai inseparabile Torre Eiffel, Vaccarello ha celebrato una fase definita d’oro. Resta da capire se quel passaggio di chiavi rappresenti soltanto un gesto familiare o l’anticipazione del prossimo capitolo della sua storia.
Continua a leggere
Doc 4: Agnese muore, ma il vero giallo è appena iniziato
La quarta stagione rilancia il dolore di Andrea Fanti e apre nuovi misteri al Policlinico Ambrosiano, tra un reparto trasformato e una minaccia invisibile.
X Factor 2026, quattro sì non bastano: i verdetti più sorprendenti
Il primo Bootcamp mette alla prova i concorrenti tra bocciature inattese, standing ovation e l’X Pass assegnato da Francesco Gabbani a Giacomo.
La svolta di Cristina: pecore rare, lana e una nuova vita in Lessinia
Dalla città alla pastorizia, Cristina Ferrarini ha costruito un progetto che protegge la pecora Brogna e tiene vivi i pascoli veronesi
Berberina, il falso Ozempic naturale? Cosa dice davvero la scienza
Può influenzare glicemia e grassi nel sangue, ma non sostituisce alimentazione, movimento né le terapie prescritte.