Urchin, la seconda possibilità di Mike dura poco: il film di Dickinson
L’esordio alla regia di Harris Dickinson segue un giovane senza casa tra lavoro, fragilità e regole spietate della rispettabilità sociale.
Mike prova a rimettere insieme la propria esistenza partendo dai margini di Londra. Senza una casa e con un carattere difficile da contenere, il giovane trova un impiego nella cucina di un albergo, ma l’ingresso in una vita apparentemente normale si rivela tutt’altro che semplice.
Il film drammatico Urchin segna il debutto dietro la macchina da presa di Harris Dickinson, qui anche autore di uno sguardo diretto e poco accomodante. Nel cast figurano Franck Dillane, Megan Northam e Karyna Khymchuk.
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Mike contro le regole della rispettabilità
Il lavoro sembra offrire al protagonista una possibilità concreta di ricominciare. Tuttavia, l’ambiente che lo circonda tollera con difficoltà i suoi sbalzi d’umore e le sue reazioni imprevedibili, mentre ogni errore rischia di compromettere il fragile equilibrio appena raggiunto.
La storia mette così a confronto il desiderio di Mike di riprendere il controllo e un mondo che accetta soltanto chi sa adeguarsi. Il passaggio dalla strada a una condizione socialmente riconosciuta non viene presentato come una conquista lineare, ma come un percorso pieno di ostacoli e ricadute.
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Dickinson sceglie uno sguardo senza filtri
Per il suo primo film da regista, Dickinson affronta un terreno delicato senza trasformare la vicenda in un racconto pietistico. La macchina da presa cerca invece di avvicinarsi all’esperienza del protagonista con l’attenzione e la concretezza proprie del documentario, coinvolgendo lo spettatore nella sua instabilità.
Questa scelta conferisce al film un tono audace e mantiene il racconto lontano dal miserabilismo. A Cannes 2025, nella sezione Un Certain Regard, Franck Dillane ha ricevuto il premio per il miglior attore, riconoscimento legato alla sua interpretazione di Mike.
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