Un cuore da abitare: i bambini cambiano il modo di parlare di prevenzione
Chiara Morra racconta il progetto «Da Quore a Cuore», nato con MUBA per avvicinare famiglie e pazienti alla prevenzione cardiovascolare attraverso l’immaginazione dei più piccoli.
Per una bambina o un bambino il cuore non è soltanto un organo: può diventare un animale, un paesaggio, una storia o persino un universo da esplorare. È questa libertà, emersa nei laboratori di «Da Quore a Cuore», ad aver colpito maggiormente Chiara Morra, illustratrice torinese coinvolta nel progetto insieme a MUBA - Museo dei Bambini Milano.
L’artista ha osservato come una forma identica per tutti potesse trasformarsi in qualcosa di unico e personale. «Nell'infanzia il cuore può essere un punto di partenza molto concreto per conoscere il proprio corpo: qualcosa che è proprio lì, dentro di noi, e che possiamo provare a immaginare», ha raccontato parlando dell’esperienza.
L’immaginazione diventa prevenzione
Morra ha spiegato di avere un rapporto diretto con il tema della salute fisica anche grazie alla corsa. Partecipa a gare sulle lunghe distanze e, ogni anno, si sottopone agli esami richiesti per ottenere l’idoneità sportiva, compreso l’elettrocardiogramma sotto sforzo.
Per lei questi controlli non rappresentano soltanto un obbligo, ma un’occasione per ascoltare il proprio corpo. Correre, ha sottolineato, le ha permesso di riconoscere meglio i segnali fisici e di sviluppare una maggiore attenzione verso il cuore, che considera con gratitudine per tutto ciò che le consente di fare.
Il lavoro con bambini e famiglie ha inoltre mostrato che parlare di salute non richiede necessariamente un linguaggio specialistico. Attraverso il collage, i partecipanti hanno potuto condividere domande, emozioni e idee, coinvolgendo anche gli adulti in un’esperienza creativa vissuta sullo stesso piano.
Un rischio ancora sottovalutato
In Italia le patologie cardiovascolari restano la principale causa di morte: ogni anno si contano circa 230.000 decessi, pari al 30,8% del totale, secondo il Report epidemiologico ISTISAN 2025 dell’Istituto Superiore di Sanità.
La difficoltà non riguarda soltanto la prevenzione prima di un evento. Un’indagine IQVIA indica infatti che un italiano su tre, dopo aver avuto un infarto, un ictus o un’arteriopatia periferica, non segue in modo adeguato i controlli successivi alla dimissione. Il 27% delle persone interpellate segnala inoltre una forte componente emotiva come ostacolo nella gestione della propria salute.
Per chi ha già affrontato uno di questi problemi, oppure presenta un rischio cardiovascolare elevato, la campagna promossa da Novartis richiama l’importanza di verificare regolarmente il colesterolo LDL e di mantenere un rapporto costante con il cardiologo. L’obiettivo è diminuire la probabilità di nuovi eventi e rendere la prevenzione una pratica continuativa, non una risposta tardiva all’emergenza.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Cinque opere nelle cardiologie
«Da Quore a Cuore» è dedicata proprio alla prevenzione cardiovascolare secondaria. L’iniziativa gode del Patrocinio dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) e della Fondazione italiana per il cuore ETS, e utilizza il punto di vista dell’infanzia per riportare attenzione su un tema spesso percepito come tecnico o distante.
Nei laboratori organizzati con MUBA sono stati coinvolti oltre 150 partecipanti, tra bambine, bambini dai 6 agli 11 anni e familiari. Le loro proposte hanno dato origine a cinque opere, destinate nei prossimi mesi a essere esposte nelle cardiologie italiane attraverso una mostra diffusa.
Morra ha definito preziosa la possibilità di tradurre un argomento complesso in immagini e attività accessibili. A suo giudizio, gioco e partecipazione possono creare un legame più vicino alla vita quotidiana rispetto a una comunicazione fondata soltanto su termini medici o sul timore delle conseguenze.
Dal simbolo alla cura quotidiana
Prima di aderire al progetto, l’artista possedeva una conoscenza generale dell’importanza della salute cardiovascolare, ma l’esperienza le ha consentito di approfondire aspetti meno presenti nella vita di tutti i giorni. Il cuore, ha osservato, è insieme una realtà concreta e un simbolo associato all’amore, alle emozioni e alla vita.
Proprio questa doppia natura può contribuire a renderlo più comprensibile anche ai più piccoli. Il laboratorio ha trasformato una domanda semplice — perché il cuore è importante? — in un’occasione per riflettere sul corpo, sui legami e su ciò che ciascuno considera essenziale.
Secondo Morra, prendersi cura del cuore significa non aspettare che compaia un disturbo. La prevenzione dovrebbe essere presentata come una possibilità positiva di ascoltare se stessi e proteggere ciò che permette di vivere, muoversi e realizzare i propri progetti, senza affidarsi soltanto alla paura.
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