Tre rifugi per sparire davvero: dall’isola segreta al faro sardo
Una fuga tra ospitalità sospese, baie nascoste e paesaggi lontani: tre indirizzi per chi cerca silenzio, natura e un’esperienza fuori dall’ordinario.
Per chi sogna una vacanza lontana dalla folla, dormire in un faro non è l’unica possibilità: le strutture più appartate sono ormai numerose e adatte anche a chi viaggia con un budget più contenuto. Tra soggiorni sospesi tra gli alberi, isole quasi irraggiungibili e antiche torri sul mare, le alternative alla vacanza tradizionale non mancano.
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Un faro tutto per il proprio gruppo
Nel sud della Sardegna, Capo Spartivento offre una versione collettiva del classico soggiorno in un faro. La struttura dispone di 10 camere e può accogliere fino a 20 persone, tra amici e familiari, con ambienti curati e abbastanza eleganti da soddisfare anche gli ospiti più esigenti.
L’atmosfera può cambiare completamente a seconda della compagnia: il faro si presta tanto a una fuga romantica quanto a qualche giorno in gruppo, tra giochi da tavolo, conversazioni serali e momenti di relax. La grande luce che domina l’orizzonte e il vento del Mediterraneo completano un’esperienza sospesa tra isolamento e convivialità.
Rote, la baia che sorprende
A chi ha visto la spiaggia legata al nuovo progetto di Nihi è bastata una reazione: «Roba da non credere». Il luogo si trova a Rote, isola indonesiana a ovest di Timor Est e punto più meridionale dell’Indonesia, raggiungibile con un volo seguito da un tragitto in traghetto partendo da Bali o da Giacarta.
Qui Nihi ha aperto Nihi Rote, una struttura sorella del noto Nihi Sumba. Il paesaggio comprende la baia di Nirwana e una laguna dalla forma naturale di cuore, raggiungibile con accompagnatori durante le escursioni organizzate sull’isola. Rote conserva ancora un carattere remoto e potrebbe diventare una delle prossime mete desiderate dai viaggiatori in cerca di luoghi poco conosciuti.
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Il precedente da cui nasce il progetto è Nihi Sumba, sull’isola di Sumba: un rifugio molto apprezzato per le spiagge battute dal vento, i cavalli che attraversano il mare e l’accoglienza affidata anche ai guerrieri locali. Da anni la struttura è considerata una delle esperienze più ricercate dell’arcipelago indonesiano.
Tra gli alberi della Lapponia
Nella Lapponia svedese, il soggiorno appartato assume una forma verticale. A Harads, in mezzo a un bosco, il Tree House raccoglie diverse abitazioni costruite sugli alberi, progettate per mimetizzarsi con l’ambiente circostante.
Tra le sistemazioni c’è Mirrorcube, una camera quasi invisibile perché rivestita di superfici riflettenti. Bird's Nest, invece, richiama un enorme nido ed è circondata da casette per uccelli. Le diverse unità hanno in comune una sauna a legna sospesa tra i rami, spazio centrale dell’albergo e punto d’incontro per gli ospiti.
Il soggiorno può coincidere anche con la ricerca dell’aurora boreale, che in Lapponia comincia a comparire già da agosto. Il servizio dedicato a queste destinazioni è stato pubblicato nel numero 43 di Vanity Fair, disponibile in edicola fino al 20 ottobre 2026.
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