Tre giovani, tre misteri: cosa riapre stasera Chi l’ha visto
Raffaella Griggi torna su Rai 3 con nuovi elementi sui casi di Gessica Disertore, Andrea Prospero e Agata Scuto, tra dubbi investigativi e svolte giudiziarie.
La nuova puntata di Chi l’ha visto?, in onda questa sera alle 21.20 su Rai 3, riporterà l’attenzione su tre vicende ancora segnate da interrogativi e dolore. Al centro ci saranno Gessica Disertore, Andrea Prospero e Agata Scuto, con documenti, testimonianze e aggiornamenti sulle rispettive indagini.
Raffaella Griggi guiderà gli approfondimenti insieme alla squadra dello storico programma, che continuerà a raccogliere appelli, segnalazioni e richieste d’aiuto da parte dei familiari delle persone scomparse.
Agata Scuto, la sentenza da rifare
Il caso più recente sul piano giudiziario riguarda Agata Scuto, sparita da Acireale il 4 giugno 2012, quando aveva 22 anni. La giovane viveva con la madre Mariella, soffriva di epilessia e aveva limitazioni a un braccio e a una gamba che rendevano più difficili l’autonomia e i rapporti sociali.
All’inizio si valutò l’ipotesi di un allontanamento volontario. La madre pensò anche che Agata potesse essersi allontanata con un uomo, dopo una telefonata nella quale la figlia le avrebbe chiesto di non essere cercata. Una segnalazione anonima arrivata nel 2020, durante una puntata del programma, indicò invece che la ragazza sarebbe stata uccisa e nascosta nella cantina dell’abitazione materna. Le verifiche non trovarono il corpo, ma portarono gli investigatori a concentrarsi su Rosario Palermo, ex compagno della madre.
A pesare furono un alibi ritenuto poco convincente e una conversazione registrata mentre Palermo era solo in auto. L’uomo parlava del timore che potessero essere scoperti, in un casolare nelle campagne di Pachino, i resti di Agata, che secondo l’ipotesi investigativa sarebbe stata strangolata e poi bruciata.
Palermo fu arrestato nel 2022 con le accuse di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L’accusa sostenne anche l’esistenza di una relazione segreta tra i due e indicò in una possibile gravidanza della ragazza il movente del delitto. Nel 2024 arrivò la condanna all’ergastolo, ma a maggio 2026 la Cassazione ha annullato con rinvio la decisione d’appello, imponendo un nuovo giudizio.
Gessica Disertore, nuovi dubbi a bordo
Gessica Disertore aveva 27 anni ed era originaria della provincia di Bari. Nell’agosto 2023 aveva iniziato a lavorare come pasticcera sulla nave da crociera Disney Fantasy, impegnata nella rotta verso i Caraibi. Il 27 settembre il suo corpo venne rinvenuto all’interno della cabina.
Le prime valutazioni sulla scena fecero pensare a un suicidio per impiccamento. Dopo aver esaminato la documentazione proveniente dall’estero, la Procura di Bari chiese di archiviare il procedimento, ritenendo non sufficienti gli elementi per sostenere l’ipotesi di un reato. La famiglia, però, non ha mai accettato questa ricostruzione. La madre Patrizia ha ribadito: «Mia figlia non si è uccisa. Non si sarebbe mai suicidata, amava molto la vita, era una ragazza solare, allegra».
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Le ultime ore della giovane presentano diversi elementi da chiarire. Dopo il turno, Gessica si recò al bar dell’equipaggio per incontrare un sottufficiale con cui aveva cominciato a frequentarsi, poi rientrò da sola nella propria cabina. L’autopsia rilevò lesioni sul corpo e, in seguito, nel sangue fu individuata una quantità elevata di Fentanyl.
Il 26 maggio il Gip di Bari ha respinto la richiesta di archiviazione e ha disposto ulteriori accertamenti. Le immagini delle telecamere mostrerebbero Gessica davanti alla porta della cabina del sottufficiale, che in quel momento sarebbe stato con una ragazza chiamata Vera. Dovranno essere riesaminati i filmati, il telefono della giovane e le dichiarazioni dei due. Durante la puntata, Griggi presenterà anche documenti inediti.
Andrea Prospero e la doppia vita digitale
Andrea Prospero, 19 anni, studiava Informatica all’Università di Perugia e abitava in uno studentato. Il 29 gennaio 2025 fu trovato senza vita in un piccolo appartamento del centro storico, preso in affitto senza che i genitori ne fossero informati.
La morte fu provocata dall’assunzione di Xanax e ossicodone. Gli accertamenti fecero emergere un mondo digitale che la famiglia non conosceva: il ragazzo possedeva più telefoni, numerosi profili e 46 SIM, alcune registrate a nome di altre persone.
Tra le conversazioni acquisite dagli investigatori ci sono quelle con Emiliano Volpe, coetaneo romano mai incontrato di persona. Volpe si presentava come un amico conosciuto in rete e, secondo l’accusa, avrebbe ascoltato i pensieri suicidi di Andrea, spingendolo verso la decisione di togliersi la vita.
Il giovane è attualmente sotto processo per istigazione al suicidio e omissione di soccorso. I familiari di Andrea, che hanno sempre detto di non essere stati consapevoli del suo malessere, ritengono inoltre possibile il coinvolgimento di altre persone conosciute attraverso la rete.
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