Totti, il retroscena più duro: la frase sui figli e il crollo
Nel libro Oltre l’ex capitano della Roma racconta la diagnosi su Cristian, la fatica dopo il ritiro e il lento riavvicinamento con Chanel e gli altri figli.
Francesco Totti racconta di aver ritrovato un equilibrio soltanto a fatica, dopo un periodo in cui si è sentito trascinato in basso e distante da tutto. A ridargli un ritmo sono stati il padel e soprattutto la presenza dei figli, mentre il rapporto con Chanel ha richiesto tempo e pazienza per tornare a essere normale.
Il rapporto con Chanel si è ricucito piano
La svolta, spiega nel libro, è arrivata quando ha deciso di farsi avanti per primo con un messaggio. Da lì, racconta, tra padre e figlia qualcosa ha ripreso a muoversi, anche se senza cancellare in un colpo solo la tensione accumulata.
Su quella fase Totti parla di una ripartenza ancora prudente: «Siamo in qualche modo ripartiti», ha scritto, «anche se con il freno a mano tirato». Prima di quel contatto, la distanza era stata lunga e pesante, tanto che per nove mesi Chanel non gli aveva rivolto la parola.
Dopo il calcio è arrivato il vuoto
Il libro Oltre, in uscita in vista del 27 settembre, raccoglie proprio ciò che è venuto dopo i grandi passaggi della sua vita: il ritiro dal calcio nel 2017, la separazione da Ilary Blasi e l’inizio della relazione con Noemi Bocchi. In quelle pagine l’ex capitano della Roma descrive il periodo in cui ha dovuto rimettere insieme le giornate e abituarsi a una normalità nuova.
Totti scrive di essersi trovato all’improvviso senza allenamenti, partite e impegni, con giornate difficili da riempire. Restava spesso in casa e arrivava perfino a sentirsi fuori posto tra le mura domestiche; in quel momento, ammette, ha sfiorato anche la depressione. A sostenerlo sono stati l’attività fisica, in particolare il padel, e il ruolo di padre, soprattutto accanto a Isabel, che aveva da poco compiuto un anno.
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La frase dei medici su Cristian
Tra i passaggi più pesanti del libro c’è anche quello legato a Cristian, il figlio maggiore. Il ragazzo aveva scelto il calcio come il padre, ma a 19 anni ha dovuto fermarsi per motivi di salute dopo un controllo medico che ha cambiato tutto.
Totti ricorda il momento in cui gli dissero: «C’è una macchiolina dentro la testa di tuo figlio». Parole che, scrive, lo hanno travolto completamente: «Mi sono sentito sprofondare, soffocare, morire». Per lui fu uno degli istanti più difficili da affrontare.
Cristian aveva seguito le orme del padre e puntava a costruirsi una carriera in campo, ma quel percorso si è interrotto bruscamente. Nel libro emerge così il lato più privato di Totti, lontano dall’immagine del campione visto per anni allo stadio.
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