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Lifestyle 3 min di lettura30 set

Tedua, tra perdono e desiderio di famiglia: «Non mi reputo spacciato

Nel dialogo con Gianluca Gazzoli, il rapper ha ripercorso l’affidamento, il rapporto con i genitori e il legame ritrovato con il padre.

Il matrimonio di Ernia con Valentina Cabassi ha spinto Tedua a riflettere su un desiderio che sente sempre più vicino: costruire una famiglia. L’emozione per le nozze dell’amico d’infanzia, celebrate lo scorso 19 settembre, si è intrecciata con una consapevolezza personale: la musica ha occupato per anni ogni spazio, anche quello riservato alle relazioni.

Tedua ha ammesso di provare una sorta di invidia positiva verso gli amici che hanno trovato stabilità sentimentale e familiare. Le sue scelte artistiche, ha spiegato, hanno invece avuto la precedenza e questo ha finito per danneggiare la sua vita affettiva. Nonostante tutto, ha precisato: «Non mi reputo spacciato».


Il passato non pesa più

Nel suo racconto è entrato anche il rapporto con il padre, incontrato per la prima volta quando aveva 29 anni. L’uomo aveva affrontato per vent’anni cure per un disturbo bipolare in forma grave e per il disturbo ossessivo-compulsivo; secondo Tedua, in quelle condizioni la sua assenza durante l’infanzia aveva evitato una situazione potenzialmente ancora più dolorosa.

Il rapper ha scelto di non trasformare quella storia in un’accusa. Ha riconosciuto le responsabilità del padre, ma anche la malattia e l’assenza di istruzioni per diventare genitori. Oggi descrive il loro legame con maggiore serenità: lo considera una persona molto intelligente, lo ha portato allo stadio di San Siro e racconta di aver riso molto insieme a lui. «Oggi non porto rancore, ho fatto pace con qualsiasi fantasma del mio passato», ha affermato.


La musica come cura personale

A proteggerlo, nel tempo, è stato anche il modo con cui ha affrontato la sofferenza. Tedua ha spiegato di aver reagito alle esperienze difficili attraverso il sorriso e di avere trasformato il rap in uno strumento per affrontare i problemi familiari e sociali.

Il perdono verso il padre, ha chiarito, non cancella gli errori, ma tiene conto della sua condizione psichiatrica. La musica è diventata così uno spazio di elaborazione, capace di dare forma a ciò che non riusciva a esprimere diversamente.

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Un’infanzia divisa tra più case

Questi ricordi sono stati condivisi durante la prima puntata della nuova stagione di Passa dal BSMT, il programma condotto da Gianluca Gazzoli. Mario Molinari, questo il nome all’anagrafe del rapper ligure, ha ripercorso gli anni trascorsi lontano da una presenza stabile dei genitori.

Dopo aver vissuto con la madre fino all’età della scuola materna, fu affidato alla sua ex babysitter e in seguito passò attraverso diverse famiglie. Il periodo precedente alle elementari, ha raccontato, fu particolarmente complesso. La madre, però, non gli fece mai mancare l’affetto: inizialmente i due si incontravano ogni domenica a Settimo Milanese, dove viveva la nonna materna, insieme al fratello di Tedua.


Affetto a distanza e nuovi legami

Quando la madre si trasferì tra Roma e Brescia, gli incontri diventarono due al mese. Il contatto telefonico rimase comunque regolare, con chiamate ogni martedì e giovedì. Tedua ha sottolineato di non essersi sentito privo d’amore, anche se la quotidianità con i genitori era venuta meno.

La famiglia affidataria rappresentò per lui un punto di riferimento importante. In particolare, una donna anziana gli offrì un’educazione che il rapper ricorda con gratitudine; uno dei suoi figli, già adulto e lavoratore, lo accompagnava spesso al cinema. «Mi sentivo fortunato», ha ricordato, guardando a quella fase con riconoscenza nonostante le difficoltà.

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