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Lifestyle 3 min di lettura13 ott

Tagle al centro della scena: il profilo del cardinale filippino

Dalla formazione teologica agli incarichi nella Curia romana: il percorso di Luis Antonio Tagle, indicato tra i possibili successori e chiamato a sostituire Leone XIV durante il ricovero.

La temporanea assenza di Papa Leone XIV, ricoverato per la rimozione di un nodulo polmonare, ha riportato l’attenzione su Luis Antonio Tagle. Il cardinale filippino è stato indicato come figura di riferimento durante il ricovero e già in passato era comparso tra i possibili candidati alla successione pontificia.

Nato a Manila il 21 giugno 1957 con il nome completo di Luis Antonio Gokim Tagle, ha costruito la propria carriera tra attività pastorale, insegnamento e incarichi di primo piano nella Chiesa cattolica. Dal 2022 ricopre il ruolo di Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e le nuove Chiese particolari.

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Una carriera costruita tra Filippine e Roma

Tagle ha iniziato gli studi nel seminario di San Giuseppe, dove si è dedicato alla filosofia. In seguito ha conseguito la laurea in teologia all’Università Ateneo de Manila e nel 1982 è stato ordinato sacerdote. Nei primi anni ha prestato servizio come vicario nella parrocchia di Sant’Agostino a Mendez, per poi diventare direttore spirituale e successivamente rettore del seminario di Imus.

Tra il 1985 e il 1992 ha studiato negli Stati Uniti, all’Università Cattolica d’America di Washington, ottenendo il dottorato in teologia. Tornato nelle Filippine, ha assunto l’incarico di vicario episcopale per i religiosi fino al 1995 e, dal 1998, quello di parroco della cattedrale di Imus.

La sua ascesa nella gerarchia ecclesiastica è iniziata con la nomina, nel 1997, a membro della Commissione teologica internazionale da parte di Papa Giovanni Paolo II. Nel 2001 lo stesso pontefice lo ha scelto come vescovo di Imus. Dieci anni dopo Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Manila; nel 2012 Tagle è diventato cardinale presbitero di San Felice da Cantalice a Centocelle.


Il ruolo nella Chiesa di Francesco

Papa Francesco ha affidato a Tagle diversi incarichi di rilievo. Nel 2014 lo ha nominato presidente del Sinodo straordinario sulla famiglia, mentre l’anno seguente gli ha assegnato la guida di Caritas internationalis, confermata nel 2019. Nello stesso anno è arrivata la nomina a prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, seguita dall’ingresso nell’ordine dei cardinali vescovi.

Dopo le dimissioni di Benedetto XVI, Tagle ha partecipato al conclave ed è stato inserito tra i papabili. La stessa ipotesi è tornata a circolare nel 2025, dopo la morte di Papa Francesco. Il 9 ottobre 2026 ha inoltre assunto il titolo della Chiesa suburbicaria di Ostia, mantenendo quello della Chiesa suburbicaria di Albano.

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Posizioni aperte e profilo pastorale

Tagle viene generalmente collocato nell’area progressista della Chiesa, anche se sulle questioni etiche ha mantenuto posizioni articolate. Nelle Filippine si è espresso contro l’aborto, le pratiche contraccettive e l’ateismo pratico, con toni considerati meno rigidi rispetto ad altri esponenti del clero.

Al tempo stesso ha criticato l’atteggiamento severo della Chiesa nei confronti delle persone LGBT e dei divorziati risposati. In alcune circostanze, secondo la sua posizione, questi ultimi dovrebbero poter ricevere l’Eucaristia.

Nel 2012 ha affrontato pubblicamente il tema degli abusi sessuali nella Chiesa. In due interventi ha richiamato la necessità di superare quella che ha definito la “cultura della vergogna”, soprattutto in Asia, e ha sostenuto l’importanza di un rapporto più trasparente con i mezzi di informazione.


Famiglia, insegnamento e curiosità

Le origini familiari di Tagle riflettono la varietà etnica delle Filippine. Il padre era di etnia tagalog, mentre la madre era sino-filippina. Il nonno paterno, appartenente alla classe aristocratica dei principalía e di origine spagnola, gli ha trasmesso il cognome Tagle.

Tra i suoi antenati figura José Tagle y Santarin, coinvolto nella battaglia di Imus del 1896 al fianco dei rivoluzionari del Katipunan. Prima degli incarichi nella Curia romana, il cardinale ha anche insegnato teologia e filosofia al seminario di San Carlos di Manila e nella scuola dei missionari verbiti di Tagaytay.

Al Sinodo dei vescovi del 2005 era il partecipante più giovane, ma fu comunque scelto per il consiglio post-sinodale. Nel 2008, durante il Congresso eucaristico di Québec, un suo intervento suscitò la commozione del pubblico. Quando era vescovo di Imus, i giovani lo chiamavano affettuosamente “Chito”.

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