Striscia, 200 persone senza lavoro: il sospetto di Pinuccio sullo stop
L’ex inviato racconta le conseguenze della sospensione e mette in dubbio che la decisione sia stata dettata soltanto dagli ascolti.
La fine improvvisa di Striscia La Notizia avrebbe lasciato senza occupazione circa 200 persone, soprattutto tecnici e lavoratori delle maestranze. Pinuccio, che aveva abbandonato il programma a maggio per dedicarsi a nuovi progetti su La7, ha criticato l’assenza di spiegazioni e avanzato un’ipotesi sul futuro del telegiornale satirico.
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L’allarme per i lavoratori esclusi
Secondo l’ex inviato, le ripercussioni più pesanti non riguardano i volti televisivi, abituati a una maggiore precarietà professionale, ma chi lavorava dietro le quinte. La sospensione sarebbe arrivata senza un confronto chiaro con gran parte del personale coinvolto nella produzione.
“È una cosa che ha un impatto sociale enorme, è come se avesse chiuso una fabbrica con 200 lavoratori”, ha affermato Pinuccio, sottolineando la differenza tra la posizione degli artisti e quella di tecnici e maestranze rimasti a casa dall’oggi al domani. Solo una parte dei tecnici, quelli assunti direttamente, sarebbe stata trasferita ad altre attività; molti altri, invece, non avrebbero ricevuto una nuova collocazione.
Prima del suo addio, l’ex inviato aveva già notato segnali di precarietà. I rinnovi dei contratti arrivavano in ritardo e all’interno della trasmissione mancavano indicazioni precise sulla sua permanenza in palinsesto. Dopo l’interruzione, inoltre, sarebbe mancata una comunicazione ufficiale da parte di Mediaset: “Non è arrivata alcuna comunicazione, neanche un ‘non siete buoni’ o ‘avete fatto schifo’: niente”.
Gli ascolti non convincono Pinuccio
Il nodo più controverso riguarda però la ragione dello stop. Striscia La Notizia aveva perso il suo storico spazio nella fascia che precede la prima serata di Canale 5, ma Pinuccio ritiene che il calo degli ascolti non basti a spiegare una decisione tanto radicale.
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A suo giudizio, altri programmi continuano a essere trasmessi anche quando i risultati non sono sempre brillanti. Tra gli esempi citati figura il Grande Fratello, usato per mettere in discussione l’idea che la sospensione sia stata determinata esclusivamente dai dati di ascolto.
Da qui nasce il sospetto che gli equilibri interni a Mediaset possano avere avuto un peso. “Secondo me Antonio Ricci a un certo punto ha pagato lo scotto di essere una voce libera all’interno di Mediaset”, ha dichiarato l’ex inviato, collegando la vicenda anche al cambiamento della dirigenza aziendale.
Il rapporto con Antonio Ricci
Pinuccio ha ricordato di essersi rivolto personalmente a Pier Silvio Berlusconi, quando era ancora nel programma, per ottenere chiarimenti sui rapporti contrattuali e sulla situazione dei lavoratori. Le sue parole non rappresentano tuttavia una presa di distanza da Antonio Ricci, del quale ha confermato la stima.
L’ex inviato ha anche osservato che, durante la gestione di Silvio Berlusconi, il creatore di Striscia La Notizia avrebbe goduto forse di maggiore libertà editoriale. Pur precisando di non condividere la stessa area politica dell’ex presidente del Consiglio, Pinuccio ha aggiunto che sarebbe disposto a seguire Ricci in un eventuale nuovo progetto su un’altra rete.
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