Gabriella Marano, dai casi più delicati alla psicologia forense
Psicologa clinica, criminologa e consulente tecnica: il percorso professionale di Gabriella Marano tra formazione, sostegno alle vittime e vicende di cronaca.
Il suo nome è comparso in alcune delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni, ma il percorso di Gabriella Marano nasce da una formazione articolata, costruita tra archeologia, psicologia clinica e scienze forensi. Originaria di Avellino, dove è nata il 22 settembre 1978, oggi lavora soprattutto nell’area di Latina e si occupa anche di prevenzione della violenza e assistenza alle persone offese.
Come consulente tecnica ha seguito, tra gli altri, il caso di Giulia Cecchettin per conto della famiglia e la vicenda di Liliana Resinovich. Il suo impegno comprende inoltre episodi di violenza di genere, abusi sui minori, bullismo e cyberbullismo, mobbing, omicidi, suicidi e persone scomparse.
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Dall’archeologia alle scienze forensi
L’interesse per la criminologia e per la psicologia applicata alle indagini sarebbe maturato già durante l’infanzia, anche grazie al padre Claudio. In famiglia seguiva trasmissioni dedicate ai procedimenti giudiziari e film polizieschi; delle sue vicende personali sono note anche le due sorelle, Roberta e Giuliana.
Il primo titolo universitario è arrivato all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove ha studiato Archeologia classica ottenendo il massimo dei voti. Dopo la laurea ha partecipato a campagne di scavo in Molise e in Trentino-Alto Adige, oltre a svolgere attività di insegnamento a contratto nell’ateneo napoletano.
Successivamente ha frequentato alla LUMSA di Roma un master di secondo livello dedicato agli studi storico-artistici, alla tutela del patrimonio culturale e alla valorizzazione dell’ambiente, con approfondimenti di filosofia e antropologia. La preparazione si è poi spostata verso l’ambito investigativo, con percorsi in archeologia forense, antropologia e osteologia forense, criminalistica applicata e analisi della scena del crimine.
La seconda laurea e il lavoro clinico
Marano ha completato il proprio itinerario con una laurea magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione e con l’abilitazione all’esercizio della professione. Ha inoltre approfondito la psicologia giuridica e investigativa, la psicopatologia e la psicodiagnostica forense.
È psicodiagnosta, tutor per i disturbi specifici dell’apprendimento e docente di ruolo di Psicologia e tecniche della comunicazione. Dal 19 aprile 2021 risulta iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio, nella sezione A, con il numero 26647.
Il suo lavoro unisce quindi il versante clinico a quello forense. Una parte rilevante dell’attività riguarda il sostegno psicologico alle vittime e ai loro familiari, insieme alla consulenza nelle indagini e nei procedimenti giudiziari.
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I casi seguiti e l’impegno sociale
Tra gli incarichi più noti figura quello relativo all’omicidio di Giulia Cecchettin, per il quale ha assistito la famiglia come consulente tecnica. Nel caso di Liliana Resinovich ha collaborato con Nicodemo Gentile, contribuendo a mettere in luce elementi ritenuti incongruenti e collegati alla riapertura delle indagini; una nuova autopsia, secondo quanto riportato nel testo di partenza, ha poi confermato l’ipotesi dell’omicidio.
A Latina ha seguito anche la vicenda dell’ex diacono Alessandro Frateschi, accusato di violenza su minori, e il procedimento relativo a Cristian Sodano, nel quale è stata sostenuta la costituzione di parte civile. Il suo nome è stato inoltre associato al caso di Maria Chindamo.
Da anni collabora con l’avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’Associazione Penelope, realtà impegnata accanto alle famiglie delle persone scomparse e alle vittime di reato. Marano presiede anche l’associazione La Scuola di Atene, attiva dal 2021 insieme a Gentile, alla sorella Giuliana Marano e alla collega Oriana Volpicelli.
L’associazione offre assistenza legale e psicologica a nuclei familiari fragili e a persone vittime di violenza. Tra le sue attività rientrano anche gli incontri nelle scuole e i progetti di prevenzione rivolti a diversi contesti sociali.
La presenza in televisione
La notorietà raggiunta attraverso il lavoro nei casi giudiziari l’ha portata anche in televisione. È intervenuta come ospite in programmi quali Quarto Grado, Pomeriggio 5 e Dentro la Notizia, dedicando i suoi contributi all’analisi della violenza di genere, dei femminicidi e delle strategie di prevenzione.
Accanto agli incarichi professionali, partecipa a convegni, iniziative formative e progetti scolastici. Ha infine annunciato la preparazione di progetti editoriali destinati ad approfondire temi tecnici legati al suo ambito di competenza.
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