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Spagna al voto, Sánchez sfida le destre: urne il 29 novembre

Dopo la nuova battuta d’arresto in Parlamento, il premier spagnolo punta sulle elezioni anticipate per rafforzare la maggioranza progressista.

Pedro Sánchez trasforma la crisi parlamentare in una sfida politica nazionale: il 29 novembre gli spagnoli saranno chiamati alle urne. L’annuncio è arrivato dopo la bocciatura dei decreti sull’edilizia abitativa e dopo una serie di sconfitte che hanno reso sempre più difficile l’azione del governo.

Il presidente del governo ha informato il re della convocazione, fissata per il 5 ottobre, di un Consiglio dei ministri straordinario. Al centro della riunione ci sarà lo scioglimento delle Cortes e l’avvio formale del percorso verso le elezioni anticipate.


Sánchez cerca un mandato più solido

Nel suo intervento, Sánchez ha riconosciuto che l’esecutivo non ha raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti. Ha però sostenuto che il principale ostacolo sia stato un Congresso particolarmente ostile, dove il compromesso viene spesso presentato come una resa anziché come uno strumento per governare.

Il premier ha attaccato duramente le forze di opposizione, accusandole di aver impedito l’approvazione di misure che, a suo giudizio, avrebbero prodotto benefici per la maggioranza della popolazione. Per descrivere il clima politico, ha parlato della «peggiore opposizione della nostra storia democratica».


Il bilancio rivendicato dal premier

Sánchez ha difeso il lavoro svolto dall’esecutivo sul fronte economico. Secondo il presidente, la Spagna ha ottenuto risultati di primo piano in Europa sia nella crescita macroeconomica sia sul piano dell’occupazione.

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Nel bilancio presentato agli elettori ha inserito anche gli interventi sociali, tra cui la legge sulla dipendenza, e il percorso di transizione energetica. Ha inoltre rivendicato la scelta di non ridimensionare lo stato sociale per destinare il 5% del PIL alla difesa, come richiesto da Donald Trump ai Paesi della NATO.


Le elezioni come sfida all’estrema destra

La consultazione di novembre viene quindi proposta da Sánchez come un confronto sul futuro politico del Paese. Il premier chiede una maggioranza progressista più ampia, necessaria a superare i veti parlamentari e a contrastare quella che considera l’avanzata delle forze di estrema destra.

La campagna elettorale si aprirà dunque dopo una crisi nata su un provvedimento legato alla casa, ma destinata a trasformarsi in un giudizio complessivo sull’operato del governo. Sánchez punta a presentare il voto come una scelta tra la continuità delle politiche sociali e l’«ondata di estrema destra».

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