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Prima serata alle 21:50? Elena Sofia Ricci non ci sta

Alla presentazione de I casi di Teresa Battaglia, l’attrice ha contestato ancora una volta il ritardo della programmazione serale di Rai 1.

Il lieve anticipo dell’orario non ha placato Elena Sofia Ricci. Per l’attrice, spostare una fiction verso le 22 significa penalizzare il lavoro di un’intera squadra e privare il pubblico di una fascia considerata centrale. La nuova protesta è arrivata durante la presentazione della terza stagione de I casi di Teresa Battaglia, in onda su Rai 1 da lunedì 12 ottobre.


L’orario continua a far discutere

La questione era già stata sollevata da Ricci nei mesi scorsi e, a quanto emerso durante l’incontro con la stampa, resta tutt’altro che superata. Il riferimento è all’avvio sempre più tardivo della prima serata, che secondo l’attrice finisce per danneggiare i prodotti televisivi e le persone coinvolte nella loro realizzazione.

A inizio luglio, durante l’Italian Global Series di Rimini, aveva ricordato che in passato i programmi principali cominciavano alle 20:30, mentre negli anni l’inizio è stato spostato prima alle 21:15 e poi vicino alle 22. In quell’occasione aveva sottolineato il contributo di attori e maestranze, chiedendo maggiore rispetto per il lavoro di centinaia di professionisti dello spettacolo.


La frecciata sul nuovo orario

Per la terza stagione della serie dedicata a Teresa Battaglia, la partenza è stata leggermente anticipata rispetto alle 22, ma il cambiamento non è sembrato sufficiente. Ricci ha accolto la novità con ironia, osservando che passare alle 21:50 non rappresenta, dal suo punto di vista, una vera soluzione.

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“Adesso non diciamo più le 22, ma le 21:50? Un successone, eh”, ha detto durante la conferenza stampa. Subito dopo ha ribadito che la prima serata dovrebbe tornare a essere una fascia realmente rispettata, perché un anticipo più consistente aiuterebbe le fiction a raggiungere il pubblico e a ottenere il riscontro che meritano.


Una protesta già espressa a luglio

Nel precedente intervento, l’attrice aveva definito ingiusto il progressivo slittamento della programmazione e aveva spiegato che dietro ogni produzione lavorano molte persone, non soltanto gli interpreti. La sua richiesta era semplice: collocare i programmi almeno tre quarti d’ora prima, così da non comprometterne la visibilità.

A distanza di mesi, la posizione non è cambiata. “Non è per niente giusto”, ha ribadito Ricci, tornando sul tema anche in occasione del lancio di Figlia della cenere, il capitolo che inaugura la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia.

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