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Lifestyle 3 min di lettura9 ore fa

Sei ore di musica e 6,5 chili: la sfida di Marina Boselli

A 28 anni insegna eufonio al Conservatorio di Novara, collabora con importanti orchestre e mantiene allenati fiato e muscoli con yoga e palestra.

Suonare per molte ore strumenti pesanti richiede preparazione fisica, oltre alla sensibilità musicale. Marina Boselli, 28 anni, lo sa bene: per sostenere giornate da 6-8 ore tra studio, prove e concerti, allena braccia e schiena quattro volte alla settimana e presta attenzione alla respirazione.


Un eufonio contro i pregiudizi

Originaria di Guanzate, in provincia di Como, Boselli insegna eufonio al Conservatorio di Novara. Si è avvicinata allo strumento quando aveva 12 anni, ha frequentato il liceo musicale e in seguito ha studiato proprio a Novara, conquistando riconoscimenti in competizioni italiane e internazionali.

L’eufonio appartiene alla famiglia degli ottoni ed è nato nella seconda metà dell’Ottocento. Il suo suono viene descritto come caldo e avvolgente, ma lo strumento pesa 6,5 chili. «Essendo mingherlina, hanno cercato di scoraggiarmi. Invano», racconta Boselli, che ha trasformato quelle perplessità in una spinta a perseguire il proprio obiettivo.

La sua attività non si limita all’insegnamento. In assenza di un ruolo stabile per l’eufonio nelle orchestre, lavora a contratto con il Teatro alla Scala, l’Orchestra della Svizzera italiana e la Sinfonica di Milano. Come solista ha inoltre registrato il cd Kinetic Valves, pubblicato da Stradivarius, con musiche composte appositamente per lei.


Tra lezioni e repertori da costruire

La giornata comincia alle 6.30 con alcuni esercizi di yoga dedicati all’ascolto del corpo e del respiro. Dopo una colazione salata e un caffè molto lungo, accompagnati dall’ascolto di cantautori italiani come Battiato, dedica un’ora a messaggi ed email prima di prepararsi per il lavoro.

Due giorni alla settimana raggiunge il Conservatorio; negli altri rimane a casa per studiare il repertorio e preparare i concerti. In aula propone esercizi tecnici da imparare a memoria e cerca di trasmettere agli allievi l’entusiasmo che l’ha portata a scegliere l’eufonio.

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Le lezioni individuali durano tra una e due ore. Lontano dagli esami, il lavoro procede per passaggi, con osservazioni e correzioni durante l’esecuzione; quando invece si avvicina una prova, l’attenzione si concentra sulla performance completa. Le lezioni possono essere seguite anche dagli uditori e la presenza dei compagni aiuta spesso gli studenti più insicuri a superare la paura di sbagliare.

Boselli insegna anche a usare il telefono con criterio: durante la lezione è consentito soltanto per registrare. Le attività in Conservatorio possono proseguire fino alle 19, con una pausa pranzo non sempre rispettata e diversi caffè distribuiti nel corso della giornata.


La forza serve quanto il fiato

A casa e in palestra la musicista svolge esercizi destinati soprattutto a rafforzare schiena e braccia. I suoi strumenti impongono di alternare la posizione eretta a quella seduta, mentre la durata delle sessioni rende indispensabile distribuire lo studio e non ignorare i segnali del corpo.

Accanto all’eufonio, Boselli suona il serpentone, antico strumento a fiato in legno rivestito di cuoio, e l’oficleide, costruito in metallo e inventato nel 1817. Il primo ha un bocchino d’ottone; il secondo presenta caratteristiche che lo avvicinano, per forma, al fagotto.

La sera lascia spazio alla vita privata. Un aperitivo o una cena con gli amici chiudono la parte più intensa della giornata, prima di un film o della lettura. Tra le sue passioni ci sono le opere di Calvino e Jorge Luis Borges, in particolare L’Aleph, oltre alle pubblicazioni del collettivo ginevrino Aristide. Alle 23, infine, arriva il momento di spegnere la luce.

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