Raffaella Griggi, la giornalista pronta a raccogliere l’eredità di Sciarelli
Dalla Genova in cui è cresciuta alle inchieste di cronaca nera, il profilo della inviata Rai racconta una carriera costruita tra processi, approfondimenti televisivi e un possibile salto alla guida di Chi l’ha visto?
L’ipotesi di vedere Raffaella Griggi al timone di Chi l’ha visto? ha acceso i riflettori su un volto già molto noto della cronaca televisiva. Il suo nome era tra i più citati nell’estate 2026 come possibile successore di Federica Sciarelli; poi, il 28 luglio 2027, è arrivata la conferma della Rai.
Dalla Genova di origine al giornalismo
Nata a Genova il 20 maggio 1973 e cresciuta nel capoluogo ligure, Griggi ha iniziato con gli studi classici e poi si è iscritta a Giurisprudenza. La strada scelta, però, è cambiata presto: dopo l’esame di Stato è entrata nell’Albo dei Giornalisti Professionisti nel 2003, facendo della professione la sua attività principale.
I primi passi li ha mossi a La Repubblica di Genova, occupandosi per anni di cronaca cittadina e sport, in particolare di Sampdoria e Genoa. In parallelo ha lavorato per emittenti locali liguri e ha condotto telegiornali e rubriche, collaborando anche con Primocanale, Telenord ed Entella TV. Il salto più significativo, però, è arrivato con i fatti del G8 di Genova del 2001, seguiti quando era ancora praticante: da lì si è orientata sempre di più verso il giornalismo televisivo di approfondimento.
L’inviata dei grandi casi di cronaca
Dal 2010 ha iniziato a firmare servizi per trasmissioni Rai come Uno Mattina e La Vita in Diretta, fino a diventare presenza stabile di Chi l’ha visto? dalla stagione 2018-2019. Nel tempo ha lavorato anche con Mediaset, in programmi come Quarto Grado e Matrix, oltre che con La7 e Sky Tg24.
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La sua specializzazione è la cronaca nera e giudiziaria. Tra i casi seguiti in diretta figurano il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio con Massimo Bossetti, il naufragio della Costa Concordia del 2012, il caso Garlasco, il delitto di Avetrana e la vicenda di Elena Ceste. Nei suoi interventi pubblici ha spesso parlato del mestiere dell’inviato televisivo, dell’etica nel racconto della cronaca nera e del rapporto tra giornalismo e giustizia.
Vita privata e profilo pubblico
Sulla sua sfera personale si sa poco. La stessa giornalista ha spiegato di aver spesso dovuto conciliare il lavoro, che la porta a spostarsi in tutta Italia, con la vita privata; è probabile che viva a Roma, vista la sua attività di inviata per programmi nazionali. Tra gli aspetti che più vengono ricordati di lei ci sono il tono pacato, il rispetto verso vittime e familiari e la capacità di raccontare fatti difficili con partecipazione emotiva senza rinunciare al rigore.
In pubblico, Griggi ha partecipato a festival del giornalismo, incontri nelle scuole e convegni come ospite ed esperta. Uno dei servizi che ha ricordato con maggiore emozione è quello dedicato alla tragedia della Costa Concordia, segno di un percorso professionale costruito su inchieste, dirette e attenzione costante alle storie più delicate.
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