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Lifestyle 3 min di lettura6 ott

Protezione o dipendenza? La linea sottile nell’amore di Hunziker

Il legame con Giulio Berruti riaccende una domanda: sentirsi al sicuro rafforza la coppia oppure può mettere a rischio l’autonomia personale?

Sentirsi protetti dalla persona amata non equivale necessariamente a essere controllati o a non riuscire più a vivere senza di lei. La differenza dipende da ciò che accade alla libertà individuale: il sostegno del partner può aumentare la sicurezza, mentre una dinamica di controllo restringe scelte, relazioni e spazi personali.

È questo il punto da cui partire per comprendere il significato delle parole di Michelle Hunziker, che accanto a Giulio Berruti ha raccontato di sentirsi «felice, realizzata, protetta». La questione non riguarda soltanto la sua storia, ma il confine tra un legame capace di offrire conforto e una relazione nella quale l’altro diventa indispensabile per stare bene.


Quando la protezione rispetta la libertà

Secondo Paolo Antonelli, psicologo e psicoterapeuta, professore a contratto all’Università degli Studi di Firenze e autore di studi sulla dipendenza in amore, cercare nel partner vicinanza e rassicurazione rientra nei normali bisogni affettivi. Una coppia può essere un punto di riferimento durante i periodi difficili senza cancellare la capacità di affrontare la vita in autonomia.

Il segnale di equilibrio sta nella possibilità di conservare desideri, confini e priorità personali. «La differenza sta nel riuscire a mantenere i propri bisogni, i propri limiti e le proprie priorità», spiega Antonelli. Avere qualcuno su cui contare, dunque, non impedisce di prendere decisioni da soli, coltivare interessi e mantenere relazioni al di fuori della coppia.


Il bisogno dell’altro può ingrandirsi

La situazione cambia quando la presenza del partner occupa quasi tutto lo spazio emotivo. La distanza diventa allora difficile da sopportare, cresce la necessità di ricevere conferme e il contatto viene cercato con un’intensità che la persona non riesce più a governare.

Non è la richiesta di protezione, in quanto tale, a indicare una dipendenza. La domanda più utile riguarda ciò che resta fuori dal rapporto: le amicizie, le decisioni autonome, gli interessi e la capacità di affrontare momenti di solitudine senza percepirli come insostenibili.

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Con il tempo cambiano le priorità

Le esperienze accumulate possono aiutare a riconoscere meglio sia ciò che si desidera sia i limiti che non si è più disposti a oltrepassare. Hunziker, parlando a Verissimo della relazione con Berruti, ha spiegato di aver avuto bisogno di tempo per capire che cosa volesse davvero da un rapporto.

«Ogni anima, ogni cuore ha i suoi tempi», ha detto, aggiungendo di ritenere che lei e Berruti stiano attraversando una fase della vita caratterizzata da esigenze simili. Antonelli osserva che, con il passare degli anni, possono acquistare maggiore valore la serenità, l’affidabilità, il rispetto degli spazi personali e la possibilità di abbassare le difese.


La coppia non deve diventare tutto

Una relazione matura non impone di scegliere tra indipendenza e bisogno di vicinanza. Si può fare affidamento sull’altro nei momenti complessi, mantenendo al tempo stesso la facoltà di valutare ciò che fa bene alla propria vita e ciò che invece la limita.

In quest’ottica, la protezione descritta da Hunziker può essere letta come la sensazione di avere accanto una persona capace di offrire sostegno, non come la rinuncia a decidere per sé. Il discrimine resta l’autonomia: se il rapporto consente di rimanere fedeli a se stessi e di custodire i propri confini, il bisogno di sentirsi al sicuro può convivere con un legame affettivo sano.

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