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Dopo i 40 cambia l’umore? Il possibile legame con il testosterone

Irritabilità, ansia e frustrazione possono accompagnare il calo graduale del testosterone, ma la sindrome del maschio irritabile non è una diagnosi clinica ufficiale.

Dopo i quarant’anni alcuni uomini possono sperimentare sbalzi d’umore, maggiore nervosismo, ansia e frustrazione. Il fenomeno è stato collegato alla riduzione progressiva del testosterone, che con l’età tende a diminuire in modo graduale.


Il calo ormonale può influire sull’umore

A differenza di quanto accade nella menopausa femminile, negli uomini la variazione degli ormoni è generalmente più lenta e meno improvvisa. Per questo i cambiamenti possono manifestarsi senza un passaggio netto, ma attraverso segnali distribuiti nel tempo.

Tra questi viene indicata anche una maggiore irritabilità. La cosiddetta sindrome del maschio irritabile, tuttavia, non riguarda soltanto la rabbia: secondo questa interpretazione può comprendere anche umore instabile, inquietudine e senso di frustrazione.


Quando il nervosismo diventa un problema

Essere irritabili occasionalmente non indica necessariamente una condizione particolare. Le giornate difficili possono rendere più suscettibili chiunque, indipendentemente dal sesso; la situazione merita invece attenzione quando l’aggressività diventa costante o caratterizza il modo abituale di relazionarsi.

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Nei casi più gravi, la rabbia può trasformarsi in comportamenti dannosi verso se stessi o verso altre persone. Di fronte a una perdita di controllo ricorrente, può quindi essere opportuno chiedere sostegno a un professionista, senza attribuire automaticamente ogni reazione al semplice avanzare dell’età.


Una definizione ancora senza diagnosi

L’espressione non identifica, al momento, una patologia riconosciuta attraverso una diagnosi clinica ufficiale. La formula è stata proposta nei primi anni 2000 dall’endocrinologo scozzese Gerald Lincoln, allora impegnato come ricercatore presso il Centro MRC per la salute riproduttiva.

La sua ricerca, durata diversi anni, ha preso in esame il comportamento di maschi appartenenti a varie specie di mammiferi. Dalle osservazioni è emerso che anche gli esemplari maschi possono risentire di cambiamenti comportamentali associati alla diminuzione del testosterone, un fenomeno spesso accostato a quello osservato nelle donne durante la menopausa.

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