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Lifestyle 1 min di lettura29 min fa

Pressione bassa: acqua, pasti piccoli e parere medico

Idratazione, pasti piccoli e cautela con caffeina e liquirizia possono aiutare nei cali temporanei, dopo il parere medico

La pressione bassa può causare sonnolenza, debolezza, mal di testa, vertigini e giramenti di testa. Se il calo è temporaneo, alcune abitudini possono attenuare i disturbi, ma è necessario parlarne prima con il medico.

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Quando rivolgersi al medico

Valori inferiori alla norma possono dipendere da situazioni diverse. Per questo è importante individuarne l’origine ed escludere eventuali patologie, soprattutto quando il problema si ripete o i sintomi diventano più intensi.

Il caldo può peggiorare la sensazione di stanchezza e i giramenti di testa in chi tende ad avere la pressione bassa. Prima di ricorrere a rimedi naturali, il medico curante deve valutare se siano adatti alla situazione personale.


Cosa bere e cosa limitare

L’acqua aiuta a sostenere l’equilibrio dei liquidi e il funzionamento del sistema cardiovascolare. Il testo indica come riferimento circa due litri al giorno, salvo diverse indicazioni del medico. È invece preferibile limitare le bevande che favoriscono la diuresi, perché possono contribuire a ridurre ulteriormente la pressione.

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Anche gli alcolici andrebbero evitati. Il caffè e le altre bevande con caffeina possono aumentare temporaneamente la pressione grazie all’azione della caffeina sui vasi sanguigni, ma vanno consumati senza eccessi: quantità elevate possono provocare un aumento troppo marcato e favorire la diuresi.


Alimentazione e rimedi naturali

Tra le sostanze che possono contribuire ad alzare la pressione viene citata anche la liquirizia. Proprio per questo, però, non è indicata per chi soffre di ipertensione e il suo utilizzo va valutato con prudenza insieme a un professionista della salute.

A tavola possono essere utili frutta e verdura, che apportano anche liquidi. È consigliabile distribuire il cibo in più momenti della giornata, scegliendo porzioni contenute e spuntini frequenti invece di pasti molto abbondanti, così da ridurre il rischio di peggiorare sonnolenza e debolezza dopo aver mangiato.

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