Portofino, Berlusconi replica alle critiche sui 320mila euro
L’amministratore delegato di Mediaset difende i lavori in via San Sebastiano e respinge ogni ipotesi di privilegio
Pier Silvio Berlusconi ha risposto alle polemiche sui 320mila euro destinati dal Comune di Portofino alla sistemazione di via San Sebastiano. Il manager ha affidato le sue considerazioni a una lettera, contestando l’idea che l’intervento sia stato pensato per agevolare i proprietari delle ville presenti nella zona.
Nella sua presa di posizione ha chiarito: «Quella strada non è stata allargata né lo sarà mai». Berlusconi ha inoltre negato che i lavori siano collegati al passaggio di veicoli di grandi dimensioni: «Quanto ai Suv, semplicemente è un tema che non esiste. Non ci passano e mai ci passeranno».
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La difesa dei residenti
L’amministratore delegato di Mediaset ha spiegato di non avere la necessità di giustificarsi, ma di aver scelto comunque di intervenire per rispetto degli abitanti di Portofino. Secondo la sua ricostruzione, lungo quella strada non sorgono soltanto abitazioni appartenenti a persone facoltose.
Berlusconi ha ricordato anche la presenza di famiglie che vivono nel borgo da generazioni. Citando alcuni residenti che conosce personalmente, li ha descritti come «Gente che lavora, che manda i bambini a scuola e che ha il diritto di muoversi in sicurezza». Per questo, ha sostenuto, l’opera non sarebbe legata alla tutela di privilegi o all’interesse delle automobili di lusso.
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L’intervento in via San Sebastiano
Al centro delle contestazioni ci sono i lavori programmati dal Comune lungo via San Sebastiano, strada che conduce verso alcune residenze di imprenditori e personalità note. Tra i proprietari di abitazioni nella zona figurano lo stesso Berlusconi, Vittorio Malacalza e Marco Tronchetti Provera.
La presenza delle ville ha alimentato i dubbi sull’utilità dell’investimento pubblico e sull’eventuale vantaggio per i proprietari. Nella lettera, però, Berlusconi ha sostenuto che il successo economico non dovrebbe trasformarsi automaticamente in una ragione di sospetto e ha richiamato il contributo delle attività imprenditoriali alla creazione di ricchezza e occupazione.
Il manager ha infine scritto: «Naturalmente le regole valgono per tutti. Sempre. Ma non dovremmo trasformare il successo in una colpa né il benessere economico in uno sterile bersaglio polemico e populista».
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