4.000Lettori online ora
Lifestyle 3 min di lettura4 giorni fa

PMA all’estero: 14 storie e una legge quasi al traguardo

Donne single e coppie raccontano viaggi, spese elevate e sostegni improvvisati per accedere alla procreazione assistita fuori dall’Italia, mentre la proposta “PMA per tutte” si avvicina al deposito in Parlamento.

Per molte donne il punto non è solo la distanza da casa, ma il prezzo da pagare per diventare madri. Tra spostamenti ripetuti, pratiche complesse e costi che possono arrivare a decine di migliaia di euro, il ricorso alla procreazione medicalmente assistita oltre confine resta spesso l’unica strada percorribile.

È questo il quadro restituito dal nuovo video della campagna “PMA per tutte”, che raccoglie 14 testimonianze e mette in primo piano una richiesta precisa: consentire l’accesso anche a donne single e coppie di donne, oggi escluse dalla legge 40/2004.


Viaggi e spese che pesano sul progetto di

Andreina, 45 anni, racconta di aver affrontato una contraddizione che, per lei, riassume bene il problema: vive in Italia, paga le tasse nel Paese in cui la natalità è in calo, ma per avere un figlio ha dovuto rivolgersi a una clinica spagnola. Oggi è madre a Bologna di un bambino di tre anni e mezzo, nato proprio in Spagna.

Il video mostra anche quanto il percorso possa diventare insostenibile senza condizioni economiche favorevoli. Chi non dispone di un lavoro flessibile o di una rete di sostegno rischia di non riuscire nemmeno a iniziare il trattamento, perché tra viaggi e procedure il conto può salire rapidamente.

Alessandra, giovane madre milanese, riferisce di aver fatto nove trasferte in Spagna nel giro di due anni prima di restare incinta. Ha spiegato che in totale ha speso decine di migliaia di euro e che la sua professione le ha permesso di tentare più volte; senza quella libertà, ha aggiunto, non sarebbe stato possibile.


Famiglia e amici come unico sostegno

Per Valeria e Ilaria, romane e mamme di Ambra, il percorso è stato possibile soprattutto grazie all’aiuto di parenti e amici. Le due hanno scelto di usare la lista nozze per coprire le spese legate alla PMA all’estero, una soluzione che racconta bene quanto il progetto di genitorialità possa dipendere da appoggi esterni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Le loro parole mettono in evidenza un altro aspetto centrale della campagna: non si tratta soltanto di una questione sanitaria, ma di accesso reale a un diritto che oggi, secondo le promotrici, resta condizionato da reddito, disponibilità di tempo e tipo di relazione.


La spinta della proposta di legge

Il video arriva nel momento in cui la proposta di legge di iniziativa popolare “PMA per tutte” si avvicina al deposito in Parlamento. L’associazione promotrice comunica di aver superato quota 40 mila firme e di puntare alle 50 mila necessarie per il passaggio formale.

L’obiettivo è intervenire sull’articolo 5 della legge 40/2004, che al momento riserva l’accesso alle tecniche di PMA alle coppie eterosessuali. La richiesta è estendere la possibilità anche alle donne single e alle coppie di donne, così da evitare il ricorso obbligato a strutture straniere.

Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna, sostengono che il desiderio di avere un figlio continui a dipendere dallo stato civile o dall’orientamento affettivo. Hanno anche ricordato che la Corte costituzionale ha già chiarito l’assenza di ostacoli costituzionali alla cancellazione di questo divieto e che il compito, ora, spetta al Parlamento.

Nel corso degli anni la legge 40 è stata modificata più volte, anche per effetto di decisioni della Consulta. Tra i punti già superati figurano il limite alla produzione di embrioni, il divieto di fecondazione eterologa e quello di diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di malattie genetiche.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere