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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Pino Daniele, la scelta decisiva nacque da una frase di Dorina

Prima moglie e madre dei suoi primi due figli, Dorina Giangrande sostenne il musicista agli inizi, quando doveva scegliere tra un impiego stabile e la carriera artistica.

Una Fiat 500 diretta verso Roma e una frase capace di cambiare il corso di una vita: nell’aprile del 1976 Dorina Giangrande accompagnò Pino Daniele alla sede della EMI, proprio mentre il futuro cantautore era combattuto tra la musica e un posto da steward per Alitalia. «Fai quello che ti piace», gli disse, spingendolo a seguire la strada artistica.

La loro storia appartiene agli anni in cui Daniele non era ancora una star, ma un giovane chitarrista napoletano impegnato a trasformare il proprio talento in un mestiere. Il rapporto con Dorina sarebbe diventato anche una famiglia: i due si sposarono nel 1977 ed ebbero Alessandro e Cristina.

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Il bivio prima del successo

Il momento della scelta arrivò nell’aprile del 1976, quando Pino aveva 21 anni. La EMI mostrava interesse per le sue canzoni, ma contemporaneamente Alitalia gli offriva un lavoro da steward, con uno stipendio sicuro e prospettive più stabili.

Daniele optò per l’incertezza della musica. Il 28 aprile Dorina si mise al volante della sua Fiat 500 e lo portò a Roma, in viale Oceano Pacifico 46, dove il giovane artista avrebbe incontrato i rappresentanti della casa discografica. Pochi mesi più tardi, nel giugno del 1976, arrivò il primo 45 giri, Ca calore/Fortunato: tra le voci dei cori c’era anche quella di Dorina.


Dal Vomero alla musica di Pino

Dorina proveniva dal Vomero, la zona dei cosiddetti quartieri alti, assai distante dall’ambiente popolare nel quale Daniele era cresciuto. Il loro incontro si inserì però nella vivace rete di musicisti che stava prendendo forma a Napoli nella seconda metà degli anni Settanta.

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Una figura centrale era Rosario Jermano, batterista e percussionista, nella cui casa furono realizzati i primi provini di Daniele. Proprio lì Pino suonò Space Oddity di David Bowie davanti a Dorina: lei avrebbe poi considerato quella serata l’inizio della loro relazione. Nello stesso giro c’erano anche Enzo Avitabile e Rino Zurzolo, destinati a condividere con Daniele una parte importante del percorso musicale.


Un matrimonio durato pochi anni

Il matrimonio fu celebrato il 14 settembre 1977, con discrezione e lontano dall’attenzione pubblica. Dorina non fu soltanto la compagna degli esordi: partecipò anche alle prime incisioni e visse da vicino la nascita delle canzoni che avrebbero portato Daniele verso la notorietà.

L’unione si concluse dopo alcuni anni. A ricordare il momento in cui Pino comunicò la separazione è stato il figlio Alessandro, che in seguito avrebbe lavorato anche come manager del padre: «Risposi che se non andavano più d’accordo quella era la scelta migliore».

La figura di Dorina torna oggi al centro dell’attenzione grazie a Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo nei panni di Pino Daniele. La pellicola ripercorre la vicenda umana e artistica del musicista, dall’infanzia complessa fino alla consacrazione e al concerto del 1981, seguito da circa 200 mila persone.

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