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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Pete Doherty, la dipendenza resta ma cambia la sua vita

Il cantante dei Babyshambles vive in Normandia, accompagna la figlia ai concerti e assume da anni un farmaco antagonista

Pete Doherty ha raccontato come vive oggi dopo gli anni segnati dall’eroina e dagli eccessi. Il cantante dei Babyshambles, 47 anni, abita in un piccolo paese della Normandia e ha ritrovato una quotidianità legata alla famiglia, ai cani e alla musica.

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La dipendenza e il farmaco

Doherty dice di non fare più uso di eroina, ma considera la dipendenza una condizione con cui continuare a confrontarsi. «Non se ne va mai davvero, si rimane dipendenti», ha spiegato, descrivendo il recupero come un percorso lento, costruito giorno dopo giorno.

Da anni assume un farmaco che impedisce agli oppioidi di produrre i loro effetti. La scelta, ha chiarito, serve come protezione nel caso di una ricaduta: anche se assumesse eroina, il medicinale ne bloccherebbe l’azione.

In passato il musicista aveva rinunciato gradualmente anche al crack, alla cocaina, al fumo e all’alcol. Dopo la diagnosi di diabete di tipo 2 ha modificato inoltre la propria alimentazione, eliminando formaggi, salsiccia e zucchero nel tè per ridurre i rischi legati alla malattia e al colesterolo.


La famiglia e la vita in Normandia

A sostenerlo nella nuova routine c’è anche Billie-May, la figlia di tre anni avuta dalla musicista Katia de Vidas. La bambina lo segue durante alcuni concerti e i periodi di tournée. Doherty è padre anche di Astile Louis, nato nel 2003 dalla relazione con Lisa Moorish, e di Aisling, nata nel 2011 da Lindi Hingston.

«Di solito ho con me mia figlia, che ha tre anni. Cerco di mantenere una routine: leggo, prendiamo la chitarra, scriviamo canzoni», ha raccontato parlando delle giornate trascorse insieme. La musica continua a occupare un posto centrale, ma senza essere necessariamente accompagnata da comportamenti distruttivi.

Il trasferimento lontano da Londra ha ridotto il peso della frenesia e dell’attenzione mediatica. Alla domanda sulla capitale britannica, Doherty ha risposto: «No, sto bene quando sono in campagna coi miei cani».


Il ritorno dei Babyshambles

Il gruppo è tornato a suonare dopo dodici anni di pausa, anche in seguito a due vicende dolorose. La morte dell’ex chitarrista Patrick Walden, nel 2025, e le difficoltà di Mick Whitnall, suo successore e alle prese con la dipendenza dall’eroina, hanno contribuito alla decisione di riprendere l’attività.

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«Allora ci siamo detti: ripartiamo, prima che muoia qualcun altro», ha detto Doherty a proposito della reunion, collegandola alla volontà di non rimandare ancora il ritorno sul palco. Il cantante ha spiegato di avere imparato ad affrontare i momenti difficili senza cercare subito una fuga.


Dall’adolescenza alla musica

Doherty ha ricondotto la propria inquietudine già agli anni dell’adolescenza. Cresciuto con un padre militare e un’educazione severa, si descrive come un ragazzo emotivo, poco adatto all’immagine sportiva che il genitore avrebbe preferito per lui. A undici anni iniziò a suonare la chitarra e da giovanissimo si appassionò alla poesia e alla letteratura.

A sedici anni vinse un concorso poetico che gli permise di viaggiare in Russia con un programma organizzato dal British Council. Dopo il trasferimento a Londra visse per un periodo con la nonna, lavorò al cimitero di Willesden e frequentò per un anno la Queen Mary University of London, dove studiava letteratura inglese.

Nel 1997 fondò i Libertines con Carl Barât, conosciuto tramite la sorella AmyJo. La band divenne una presenza rilevante della scena musicale britannica dei primi anni Duemila. Nel 2004 Doherty creò i Babyshambles, dopo la rottura con i Libertines e mentre i problemi legati alle droghe rendevano difficile la sua permanenza nel gruppo.


Arresti e figure del passato

Gli anni della dipendenza furono accompagnati anche da arresti e procedimenti giudiziari. Ricordando il carcere, Doherty lo ha descritto come un luogo fisicamente duro e rischioso, nel quale era necessario restare vigili. Ha però riconosciuto di essere riuscito, in alcuni passaggi, a fermarsi e a prendere le distanze dalle situazioni più pericolose.

Nell’intervista ha parlato anche di Kate Moss, con cui ebbe una relazione molto seguita a partire dal gennaio 2005, e di Amy Winehouse, altra artista britannica con cui condivise una parte del proprio percorso. Guardando ai rischi affrontati, Doherty non si definisce un sopravvissuto: «Direi piuttosto “uno stramaledetto fortunato”».

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