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Lifestyle 2 min di lettura30 set

Paura del dentista? Quando l’ansia mette a rischio la salute

L’odontofobia può spingere a rinunciare alle cure anche in presenza di dolore: ecco come riconoscerla e quali percorsi aiutano ad affrontarla.

Non si tratta della normale agitazione prima di una visita: in alcuni casi il timore del dentista assume proporzioni tali da impedire qualsiasi controllo o trattamento. L’odontofobia può quindi trasformarsi in un ostacolo concreto per la salute della bocca e richiede un intervento adeguato.


Quando la paura diventa una fobia

L’odontofobia indica una paura intensa e persistente del dentista, degli strumenti e delle procedure odontoiatriche. A differenza del semplice disagio, questa condizione porta a evitare sistematicamente gli appuntamenti; persino parlare di carie, trapani o estrazioni può provocare una reazione fisica molto forte.

Tra i segnali più comuni compaiono sudorazione, battito accelerato, respirazione affannosa, nausea, tremori e difficoltà a respirare. Possono manifestarsi anche secchezza della bocca oppure salivazione eccessiva. Chi vive questa esperienza tende spesso a ignorare i disturbi già presenti e a rimandare la visita il più a lungo possibile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’odontofobia un problema di interesse clinico. Secondo le stime riportate nel testo, riguarda tra il 15% e il 20% della popolazione mondiale.


Il rinvio aggrava il problema

Evitare il dentista significa rinunciare anche ai controlli periodici, fondamentali per individuare in tempo eventuali problemi. In molti casi la persona arriva a chiedere aiuto soltanto quando il dolore diventa insopportabile o quando si rende necessario un trattamento più impegnativo, come la cura di una carie avanzata o un’estrazione.

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Prima dell’appuntamento, chi soffre di questa fobia può mettere in atto comportamenti finalizzati a sentirsi più in controllo, per esempio presentarsi con largo anticipo. La condizione può associarsi ad ansia o depressione, ma non riguarda esclusivamente chi ha già ricevuto una diagnosi per questi disturbi.


Un percorso psicoterapeutico può aiutare

L’odontofobia non deve essere considerata una condanna definitiva. Per affrontarla è necessario imparare a gestire gradualmente la paura, così da ridurre la necessità di evitare le cure e vivere l’appuntamento senza una reazione di panico.

Il percorso più indicato è la psicoterapia, attraverso la quale uno specialista può individuare le strategie adatte alla singola persona e lavorare sulla desensibilizzazione rispetto agli elementi che scatenano il terrore. Il ricorso a soluzioni improvvisate o alla sola lettura di guide di autoaiuto, invece, non sostituisce il supporto professionale.

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