Pattinson sfida la gogna tv: il caso Primetime arriva in Italia
Il film di Lance Oppenheim, già premiato dal pubblico statunitense, racconta il confine ambiguo tra spettacolo, giustizia e voyeurismo.
Il successo ottenuto negli Stati Uniti prepara l’arrivo italiano di “Primetime”, opera che mette Robert Pattinson nei panni di Chris Hansen, il conduttore diventato famoso trasformando la caccia ai predatori sessuali in un evento televisivo. Il film uscirà il 15 ottobre con I Wonder Pictures, dopo gli applausi ricevuti alla Mostra del Cinema di Venezia.
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Un successo nato dalla solitudine
La pellicola è il primo film di finzione diretto da Lance Oppenheim e ha già raccolto oltre 38 milioni di dollari in una settimana nelle sale americane. Per A24 si tratta del terzo miglior esordio di sempre al botteghino, un risultato che ha rafforzato l’attesa anche sul mercato italiano.
Al centro della storia non c’è soltanto la popolarità di Hansen, ma soprattutto il lato più oscuro del personaggio: la sua capacità di presentarsi come una figura quasi salvifica, mentre il successo lo trascina verso una dimensione di isolamento e ambiguità. Pattinson, che è anche produttore, ha spiegato di essere stato attirato proprio dalla possibilità di entrare nella mente del protagonista, più che dal desiderio di realizzarne una biografia tradizionale.
La televisione mette in scena la giustizia
Il film rievoca il programma “To Catch a Predator”, trasmesso dal 2004 al 2007 dalla rete NBC. Il format utilizzava operazioni nascoste, giovani esche e telecamere occultate per attirare uomini sospettati di cercare rapporti con minorenni, esporli davanti alle telecamere e consegnarli alle autorità.
Il successo del programma, trasmesso in prima serata, rese Hansen una celebrità nazionale. Secondo Pattinson, che aveva seguito la trasmissione da giovane, la sua forza stava anche nelle reazioni molto diverse suscitate tra gli spettatori. «Mi affascinava soprattutto il modo in cui reagivano i miei amici», ha raccontato l’attore dopo una proiezione a Los Angeles, ricordando le discussioni tra ragazzi davanti a quelle immagini.
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Un set costruito sul caos
Oppenheim ha scelto di ricreare quell’atmosfera con un metodo di lavoro volutamente poco ordinato e senza prove preliminari. L’obiettivo era riprodurre il corto circuito tra autenticità e messinscena che, secondo il regista, caratterizzava già il programma televisivo.
Nel cast figurano Merritt Wever, interprete della produttrice Andie Bender, Skyler Gisondo nel ruolo del giovane Dan Plum e la cantautrice Phoebe Bridgers, al debutto sul grande schermo come esca femminile. La selezione degli attori è stata curata da Francine Maisler.
Pattinson e il regista, intesa totale
La collaborazione tra Pattinson e Oppenheim è diventata uno degli elementi centrali della produzione. Il regista trentenne ha definito il lavoro con l’attore «la collaborazione più profonda della mia carriera» e ha raccontato di aver riconosciuto molto presto la precisione con cui Pattinson aveva ricreato voce, gestualità e postura di Hansen.
L’attore, affermatosi a livello mondiale con la saga di “Twilight”, arriva al film dopo una fase professionale segnata da ruoli diversi e da nuovi progetti di rilievo. Tra i titoli in programma figurano “The Drama” con Zendaya, “L’Odissea” di Christopher Nolan e “Dune - Parte Tre” di Denis Villeneuve. Oppenheim ha sintetizzato il risultato del suo lavoro con Pattinson accostando il personaggio a una fusione tra Jerry Maguire e Dracula, mentre l’interprete, inizialmente, pensava di affrontare il ruolo con l’energia epica di Mel Gibson in “Braveheart”.
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