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Paola Turci riparte da sé: «Ora sto bene senza una relazione

Dopo una separazione finita sotto i riflettori, la cantante torna alla musica con un album che parla di libertà, fede, patriarcato e del bisogno di non perdersi nell’amore.

Per Paola Turci il punto di svolta non è stato trovare un nuovo amore, ma tornare a occupare il centro della propria vita. Dopo la separazione da Francesca Pascale, sposata nel luglio 2022, la cantante è rientrata a Roma, ha riallacciato i rapporti con gli amici e ha ripreso in mano la chitarra. Una ricostruzione personale che coincide con l’arrivo di Amore a dismisura, il primo album di inediti dopo sette anni, atteso il 2 ottobre.

A 62 anni e con quattro decenni di carriera alle spalle, Turci mette nel disco esperienze intime e temi collettivi. Racconta il rischio di confondere l’accoglienza con l’annullamento, il corpo femminile trasformato in campo di giudizio e una libertà che, dice, la musica le ha insegnato a inseguire anche quando comporta la possibilità di fallire.


Il ritorno al centro della sua vita

La cantante riconosce di essersi smarrita in alcune relazioni, arrivando a mettere i bisogni dell’altra persona davanti ai propri. Nel brano Lo stesso errore affronta proprio questo meccanismo: oggi osserva i rapporti con maggiore distanza, ma non rinuncerebbe alla fiducia, anche sapendo che espone alla delusione.

Per Turci, un sentimento senza misura può diventare controllo, egoismo o violenza quando supera un limite. La consapevolezza maturata negli ultimi anni le ha permesso di uscire da quel modo di amare e di considerare la cura di sé non come una colpa, ma come la condizione necessaria per poter essere davvero vicini agli altri.


Una separazione finita sotto i riflettori

Il matrimonio con Pascale, racconta, l’aveva portata a isolarsi dagli amici, dalle occasioni di incontro e persino dalla musica. Viveva in campagna con i loro cani, che dopo la rottura non può più vedere e ai quali pensa ogni giorno, ma quella casa non era mai diventata per lei un autentico rifugio.

Il ritorno nella capitale è stato invece vissuto come una rinascita. La fine del rapporto, però, è diventata pubblica senza il suo consenso. «Le mie scelte private sono private. Punto», afferma, spiegando che la parte più dolorosa è stata vedere gli osservatori esterni interpretare la sua esposizione sui giornali come una decisione personale.


Oggi l’amore non è una priorità

Turci non esclude che in futuro possa arrivare una nuova persona, ma non sta cercando una relazione. Preferisce le serate con gli amici, gli affetti ritrovati e una quotidianità nella quale si sente finalmente libera. «Sto molto bene così», dice, descrivendo questa rete di legami come una forma di amore già piena.

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Anche l’autostima, pur non essendo stabile, viene considerata un esercizio da coltivare. A volte si indebolisce e va risvegliata, ma volersi bene significa per lei recuperare lucidità, concedersi il perdono e ritrovare il piacere di vivere.


Fede, corpo e libertà politica

Nel disco la Pietà di Michelangelo diventa l’immagine di un’accoglienza capace di riconoscere l’altro anche quando appare estraneo. Turci vi legge il gesto verso chi arriva da lontano, ma anche un invito a prendersi cura di se stessi. La sua fede, spiega, non passa più dai dogmi: quello che ha abbandonato con maggiore fatica è stato l’obbligo di soffrire per offrire il dolore agli altri.

La cantante lega questa riflessione alla condizione femminile. Da bambina ha sperimentato la disparità tra ciò che veniva imposto alle ragazze e la libertà concessa ai maschi; da adulta continua a vedere lo stesso schema nel modo in cui si giudicano i vestiti e il corpo delle donne. Commentando le parole di Antonio Tajani sulle gonne, ha criticato la tendenza a liquidare simili episodi come semplici battute e ha sostenuto che la lotta contro il patriarcato coinvolge anche gli uomini.


Il tempo che passa senza paura

Turci guarda con favore alle nuove generazioni, soprattutto a ragazze e ragazzi che considerano superati certi discorsi sessisti. La sua sensibilità femminista, racconta, è nata dall’esperienza diretta e dalla necessità di reagire alle attenzioni indesiderate e alle regole imposte al corpo femminile.

Dell’età teme più i dolori fisici che il trascorrere degli anni. Si considera fortunata per la longevità e la buona salute presenti nella sua famiglia e continua a fare ginnastica. Il nuovo album nasce così da una fase in cui la cantante prova a tenere insieme vulnerabilità, consapevolezza e il diritto di scegliere ancora per se stessa.

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