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Lifestyle 2 min di lettura5 giorni fa

Pane da 60 dollari a New York: perché la pagnotta divide SoHo

A SoHo una segale da quasi un chilo e mezzo è diventata il simbolo dello scontro tra curiosi in fila e chi parla di ennesimo eccesso gastronomico.

A Manhattan c’è una pagnotta che sta facendo discutere più di un nuovo locale di lusso. Costa 60 dollari, pesa poco meno di un chilo e mezzo e, invece di passare inosservata, ha trasformato un tratto di Lafayette Street in una tappa obbligata per chi vuole fotografarla o assaggiarla.

Il caso riguarda Rye by Martin Auer, panificio nato nel cuore di SoHo e già al centro di una forte polemica. Da una parte ci sono i clienti in coda, dall’altra chi vede in quel prezzo l’ennesimo esempio di eccesso culinario a New York. La pagnotta, di segale, è larga e schiacciata, con una crosta scura e screziata; dentro, la mollica è umida e compatta, con un gusto tostato e una nota appena acidula.


Un pane esposto come un oggetto di design

Il locale occupa quasi 300 metri quadrati e non somiglia al classico forno di quartiere. Le pareti hanno tonalità grigio-beige, l’arredo è essenziale e il pane viene presentato quasi come fosse un pezzo da esposizione. Una grande vetrata permette inoltre di vedere il laboratorio, così che i visitatori possano seguire il lavoro dei panificatori.

I proprietari parlano infatti di una “show bakery”, una formula che punta a unire produzione e spettacolo. L’idea è far entrare il pubblico nel processo, non solo nel punto vendita. Anche per questo il negozio attira attenzione oltre il normale interesse per un nuovo indirizzo gastronomico.

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La tradizione austriaca dietro il progetto

Dietro l’iniziativa ci sono Martin e Tim Auer, padre e figlio, che appartengono a una famiglia di fornai attiva da quattro generazioni in Austria, tra Graz e Vienna. Il loro obiettivo è portare negli Stati Uniti la cultura del pane nero a lievitazione naturale, trasferendo a New York un patrimonio artigianale maturato in Europa.

La scelta, però, non ha trovato tutti d’accordo. Se per alcuni quella pagnotta è un oggetto da provare almeno una volta, per altri il cartellino da 60 dollari resta difficile da giustificare. Il risultato è una scena paradossale: una fila lunga sul marciapiede e, allo stesso tempo, accuse di speculazione culinaria.

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