Pane da 60 dollari a New York: perché la pagnotta divide SoHo
A SoHo una segale da quasi un chilo e mezzo è diventata il simbolo dello scontro tra curiosi in fila e chi parla di ennesimo eccesso gastronomico.
A Manhattan c’è una pagnotta che sta facendo discutere più di un nuovo locale di lusso. Costa 60 dollari, pesa poco meno di un chilo e mezzo e, invece di passare inosservata, ha trasformato un tratto di Lafayette Street in una tappa obbligata per chi vuole fotografarla o assaggiarla.
Il caso riguarda Rye by Martin Auer, panificio nato nel cuore di SoHo e già al centro di una forte polemica. Da una parte ci sono i clienti in coda, dall’altra chi vede in quel prezzo l’ennesimo esempio di eccesso culinario a New York. La pagnotta, di segale, è larga e schiacciata, con una crosta scura e screziata; dentro, la mollica è umida e compatta, con un gusto tostato e una nota appena acidula.
Un pane esposto come un oggetto di design
Il locale occupa quasi 300 metri quadrati e non somiglia al classico forno di quartiere. Le pareti hanno tonalità grigio-beige, l’arredo è essenziale e il pane viene presentato quasi come fosse un pezzo da esposizione. Una grande vetrata permette inoltre di vedere il laboratorio, così che i visitatori possano seguire il lavoro dei panificatori.
I proprietari parlano infatti di una “show bakery”, una formula che punta a unire produzione e spettacolo. L’idea è far entrare il pubblico nel processo, non solo nel punto vendita. Anche per questo il negozio attira attenzione oltre il normale interesse per un nuovo indirizzo gastronomico.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La tradizione austriaca dietro il progetto
Dietro l’iniziativa ci sono Martin e Tim Auer, padre e figlio, che appartengono a una famiglia di fornai attiva da quattro generazioni in Austria, tra Graz e Vienna. Il loro obiettivo è portare negli Stati Uniti la cultura del pane nero a lievitazione naturale, trasferendo a New York un patrimonio artigianale maturato in Europa.
La scelta, però, non ha trovato tutti d’accordo. Se per alcuni quella pagnotta è un oggetto da provare almeno una volta, per altri il cartellino da 60 dollari resta difficile da giustificare. Il risultato è una scena paradossale: una fila lunga sul marciapiede e, allo stesso tempo, accuse di speculazione culinaria.
Continua a leggere
Vuoi scrivere a Milo Infante? Le vie per Verità nascoste
Non esiste ancora un canale dedicato per raggiungere la redazione: ecco come provare a contattare il programma e dove si trova lo studio di Rete 4.
Zelig in tre, la prova di Michelle Hunziker: cosa la mette in allarme
La conduttrice racconta la preparazione del nuovo spettacolo e il timore di sovrapporsi ad Ale e Franz durante la conduzione condivisa.
Parigi detta legge: i look PE 2027 da copiare subito
La settimana della moda francese anticipa trasparenze, camicie maschili e lingerie destrutturata, offrendo idee da indossare già durante l’autunno.
Chi è Natale Lia, il manager calabrese che si mette alla prova in tv
Dalla Sicilia alla guida di GIAS: il percorso professionale, il ruolo nel programma di Rai 2 e i numeri dell’azienda di surgelati.