Origini di Halloween: dai riti celtici alle maschere moderne
La festa del 31 ottobre unisce riti antichi, maschere, zucche e tradizioni nate tra Europa e Stati Uniti
Halloween sarà celebrato sabato 31 ottobre 2026, alla vigilia di Ognissanti. In Italia la ricorrenza si è diffusa soprattutto attraverso il cinema e le serie televisive statunitensi, mentre il 1° novembre cadrà di domenica e il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti, sarà lunedì.
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Una festa anche solidale
Negli Stati Uniti Halloween ha assunto dimensioni commerciali rilevanti: il giro d’affari annuale raggiunge i 9 miliardi di dollari, secondo solo a quello del Natale. La festa, però, è stata collegata anche a iniziative benefiche.
Dagli anni Cinquanta l’Unicef utilizza questa ricorrenza per raccogliere fondi destinati ai bambini in difficoltà. Il passaggio dalle usanze religiose ai festeggiamenti civili ha trasformato il 31 ottobre in un appuntamento rivolto soprattutto ai più piccoli.
Maschere tra paura e libertà
La paura dei clown, chiamata coulrofobia, è tornata al centro dell’attenzione dopo alcune notizie false e vicende di cronaca del 2016 in Carolina del Sud. In quell’occasione circolarono racconti su pagliacci che avrebbero attirato i bambini nei boschi; dietro agli episodi furono individuate soprattutto bravate e alcune rapine.
Il clown più celebre dell’immaginario dell’orrore resta Pennywise, creato da Stephen King nel romanzo It del 1986. Halloween è stata inoltre descritta come un’occasione di libertà per alcune persone della comunità Lgbtqia+, che potevano esprimere attraverso i costumi un’identità normalmente nascosta.
Le radici prima del cristianesimo
Il nome Halloween deriva dalla formula inglese antica che indicava la vigilia di Ognissanti. La ricorrenza affonda le sue radici nelle usanze celtiche e, in particolare, nella festa di Samhain, celebrata tra la fine della stagione dei raccolti e l’arrivo dell’inverno.
Secondo quelle credenze, nella notte del 31 ottobre i morti potevano tornare nel mondo dei vivi insieme a spiriti, streghe e creature demoniache. Le maschere, spesso ispirate agli animali, servivano a confondere le presenze maligne e a proteggere chi usciva di casa.
Ognissanti appartiene invece alla tradizione cristiana. La celebrazione fu fissata nell’VIII secolo da papa Gregorio III e spostata dalla primavera all’autunno, avvicinandola così al periodo delle antiche feste celtiche. Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero rese pubbliche le sue 95 tesi contro la vendita delle indulgenze, affiggendole alla chiesa di Wittenberg.
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Zucche, rape e dolci
La zucca intagliata è una delle immagini più riconoscibili di Halloween, ma in origine venivano usate soprattutto le rape. La tradizione richiama Jack-o’-Lantern, il fabbro irlandese che, secondo la leggenda, riuscì più volte a ingannare il diavolo.
Dopo la morte Jack non fu accolto né in paradiso né all’inferno. Il demonio gli consegnò allora un carbone ardente, che l’uomo sistemò dentro una rapa per illuminare il proprio cammino. Le lanterne rappresentavano le anime costrette a vagare senza trovare pace.
Il giro delle case per chiedere dolci ha invece radici medievali e richiama l’elemosina praticata tra Ognissanti e il giorno dei defunti. Oggi i bambini si travestono, bussano alle porte e domandano caramelle o monete, promettendo uno scherzo in caso di rifiuto.
Riti e usanze meno note
In Galles la festa di Calan Gaeaf segnava l’ingresso nella stagione fredda. Durante la celebrazione si preparava una zuppa con nove verdure, latte, burro, sale e pepe; veniva inoltre stabilito quali animali conservare per l’inverno e quali vendere o sacrificare.
Tra le usanze più inquietanti c’era quella delle pietre con il nome dei partecipanti, gettate nel fuoco. Se una pietra non fosse stata ritrovata alla fine della festa, la tradizione prevedeva la morte del suo proprietario entro l’anno. Nella contea di Meath, a nord di Dublino, una fiaccolata ricorda ancora l’antico capodanno celtico.
All’inizio del Novecento Halloween aveva anche aspetti romantici: giochi e incontri favorivano la nascita di nuove coppie. Il cosiddetto Mumming prevedeva persone mascherate che chiedevano dolci offrendo in cambio un ballo, mentre il Ragamuffin Day di New York riprendeva alcune consuetudini simili alla vigilia del Giorno del Ringraziamento.
Accanto a queste tradizioni sono nate numerose leggende metropolitane, comprese quelle sulle caramelle avvelenate, sui rasoi nascosti nelle mele candite e sui sacrifici di gatti neri. Sono racconti legati all’immaginario più oscuro della festa, distinto dalle celebrazioni per Ognissanti e per i defunti.
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