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Lifestyle 2 min di lettura4 giorni fa

Occhi dolci e ossitocina: così il cane si lega al suo umano

Sguardi, cure quotidiane e un preciso meccanismo ormonale spiegano il legame speciale tra il cane e la persona che si prende cura di lui.

Il legame tra un cane e la persona che lo accudisce non sarebbe soltanto una sensazione umana: anche nel suo organismo si attivano processi associati all’affetto. A studiare il comportamento canino è stato Clive Wynne, docente di psicologia alla Arizona State University e specialista della relazione tra cani e persone.


Lo sguardo rivela un legame profondo

Attraverso il comportamento, il cane comunica continuamente con gli esseri umani. Tra i segnali più significativi ci sono le cosiddette “occhi dolci”, un’espressione che gli animali sembrano rivolgere in modo particolare alle persone, più che ad altri soggetti.

Questo atteggiamento viene interpretato come una risposta al rapporto costruito con il proprio umano. Il cane riconosce le attenzioni ricevute e, in molti casi, reagisce mostrando con maggiore evidenza la propria vicinanza: cerca il contatto, presta attenzione e manifesta il suo coinvolgimento nella relazione.


L’ossitocina rafforza la relazione

Alla base di questo rapporto ci sarebbe anche l’ossitocina, l’ormone spesso collegato all’amore e alla fiducia. Quando il cane incrocia lo sguardo del suo padrone, nel suo corpo può aumentare la produzione di questa sostanza, proprio come accade nelle persone.

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Carezze, abbracci, cibo e attenzioni quotidiane contribuiscono allo stesso processo. Le cure ricevute rendono quindi più solido il legame e possono spingere l’animale a rispondere in modo ancora più evidente all’affetto che gli viene dimostrato.


Un rapporto simile a quello familiare

Secondo i ricercatori, l’interazione visiva tra cane e padrone presenta elementi paragonabili a quelli osservati nel rapporto tra una madre e il proprio figlio. Lo scambio di sguardi crea infatti un circuito di risposta reciproca, nel quale entrambe le parti rafforzano la connessione.

La ricerca non riduce tutto a una semplice reazione automatica, ma suggerisce che la relazione abbia una componente più complessa. Per questo la convivenza con un cane può trasformarsi in un’esperienza capace di incidere profondamente sulla vita quotidiana e sul benessere emotivo di chi lo accudisce.

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