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Lifestyle 4 min di lettura30 set

Dal municipio al governo: la parabola di Fatima Ezzahra El Mansouri

Avvocata, sindaca di Marrakech e ministra: il profilo della politica marocchina scelta da Mohammed VI per guidare il nuovo esecutivo.

Divorziata da Choukri Berrada, medico poi imprenditore, Fatima Ezzahra El Mansouri è madre di due figli, indicati da alcune fonti come Yasmina e Abdelaziz Berrada. Sulla famiglia mantiene il riserbo e interviene raramente in pubblico su temi personali.

Prima di arrivare alla guida del governo, ha trascorso una parte significativa della propria attività istituzionale a Rabat, sede della Presidenza del Consiglio, del Parlamento e dei ministeri. Fino al 2026 ha ricoperto l’incarico di ministra della Pianificazione territoriale, dell’Urbanistica, dell’Abitazione e della Politica urbana nel governo guidato da Aziz Akhannouch.


Una carriera costruita tra Marrakech e Rabat

Il legame con Marrakech è rimasto centrale anche durante l’ascesa nazionale. La famiglia possiede proprietà nella zona occidentale della città, in particolare nel comune rurale di Tassoultante, mentre la sua esperienza politica locale è stata sviluppata soprattutto nel capoluogo turistico.

El Mansouri ha inoltre partecipato alle attività dell’Associazione internazionale dei sindaci francofoni e ha svolto il ruolo di vicepresidente dell’Associazione marocchina dei presidenti dei consigli comunali. La sua presenza pubblica comprende anche profili su Instagram, Facebook e un sito ufficiale.

Nel 2009, a 33 anni, è diventata la prima donna eletta sindaca di Marrakech, cioè presidente del consiglio comunale. Ha mantenuto l’incarico fino al 2015, per poi riottenere la carica nel 2021.


Diritto e politica, le sue origini

Nata a Marrakech il 3 gennaio 1976, Fatima Ezzahra El Mansouri ha frequentato istituti della missione francese, incluso il liceo Victor Hugo. All’Università Mohammed V di Rabat ha studiato diritto privato, proseguendo poi la formazione con un diploma in diritto dei contratti d’impresa all’Università di Montpellier e con un certificato di diritto anglosassone alla Pace University negli Stati Uniti.

L’influenza del padre l’ha indirizzata verso la professione forense. Dopo un periodo di pratica negli studi Naciri e Kettani di Casablanca, il 22 marzo 2005 si è iscritta al Foro di Marrakech, dove ha lavorato come avvocata specializzata in diritto fondiario e immobiliare, anche nello studio paterno e all’interno di una società professionale tra avvocati.

La famiglia appartiene ai notabili di Marrakech e ha radici nella regione dei Rehamna, nei pressi di Benguerir. Il padre, Abderrahmane o Abderrahman El Mansouri, è stato pacha di Marrakech e ambasciatore del Marocco negli Emirati Arabi Uniti; i fratelli si chiamano Zouhair e Saad. Il nonno materno era un commerciante di origine amazigh, mentre quello paterno univa l’attività commerciale a quella agricola.


Il salto ai vertici dello Stato

L’ingresso nella politica nazionale è passato dal Mouvement de tous les démocrates, a cui aderì nel 2007. L’anno seguente partecipò alla fondazione del Partito dell’Autenticità e della Modernità, noto con la sigla PAM, formazione centrista e vicina alla monarchia.

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Tra il 2011 e il 2021 è stata deputata al Parlamento marocchino. In seguito ha presieduto il consiglio nazionale del PAM dal 2015 al 2024 e, dal 2024, è coordinatrice della direzione collegiale del partito.

Il PAM ha ottenuto 97 seggi su 395 alle elezioni legislative del settembre 2026. Il re Mohammed VI ha quindi affidato a El Mansouri il compito di formare una coalizione, applicando l’articolo 47 della Costituzione.

Con la designazione del 29 settembre 2026, l’avvocata marocchina è diventata Capo del governo, cioè prima ministra, segnando un precedente per il Paese. È la prima donna a ricoprire l’incarico in Marocco e la seconda nel mondo arabo dopo Najla Bouden in Tunisia; al momento della nomina era ancora sindaca di Marrakech e impegnata nella composizione del nuovo esecutivo.


L’immagine pubblica oltre gli incarichi

La sua formazione in un ambiente francofono ha avuto conseguenze anche nei primi anni di attività politica: all’epoca parlava arabo con una certa difficoltà. Nel 2014 Forbes l’ha inserita tra le giovani donne più influenti dell’Africa e, nello stesso anno, il World Economic Forum l’ha scelta come Giovane leader globale.

La stampa l’ha spesso definita “donna di ferro”, richiamando un approccio considerato deciso e pragmatico. Lei, invece, ha preferito presentarsi come una militante indipendente.

La prima vittoria alle comunali di Marrakech è arrivata nel giorno della morte del padre. In quella circostanza Fouad Ali El Himma, fondatore del PAM e amico d’infanzia del re, la incoraggiò a non abbandonare il percorso politico.

Nel corso degli anni il suo nome è comparso anche in discussioni riguardanti dichiarazioni patrimoniali e operazioni immobiliari, circostanze che El Mansouri ha smentito.

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